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Giuditta

Estremi biografici:

VI sec. a C.


Attività:

Eroina


Giuditta è un’eroina dell’Antico Testamento e è protagonista di una storia esemplare raccontata nel libro deuterocanonico che porta il suo nome.
Giuditta era una bella e ricca vedova della città di Betulia in Giudea. Mentre la città era assediata dai babilonesi di Nabucodonosor, Giuditta con un’anziana ancella giunse al campo nemico e si presentò al generale Oloferne. Convinse così quest’ultimo di aver abbandonato il suo popolo e volersi unire agli invasori. Una volta accolta, Giuditta sedusse Oloferne, riuscendo a farsi invitare a un banchetto. La donna, approfittando dell’ebbrezza del generale, gli recise la testa e la consegnò poi all’ancella, affinché la riponesse in un sacco. Le due donne quindi fuggirono, portando il trofeo a Betulia. In seguito la testa di Oloferne venne appesa alle mura della città ed esposta in pubblico. L’eroico gesto di Giuditta permise al popolo ebraico di cacciare i babilonesi dal loro territorio.

Nella tradizione cristiana, Giuditta come Ester — è considerata la prefigurazione di Maria Vergine. L’episodio di Giuditta e Oloferne è stato interpretata, in chiave morale, come l’allegoria del bene che vince sul male, della virtù sul vizio, della ragione sull’istinto.
Si tratta di uno degli episodi biblici più rappresentati nell’arte insieme a quello di David e Golia.