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Il palazzo privato a Firenze fra Trecento e Quattrocento

Firenze: Palazzo Spini, Palazzo Davanzati, Museo Nazionale del Bargello, Palazzo Vecchio, Palazzo Pitti, Palazzo Rucellai, Palazzo Gondi, Palazzo Strozzi, Palazzo Guadagni

Firenze: Palazzo Spini, Palazzo Davanzati, Museo Nazionale del Bargello, Palazzo Vecchio, Palazzo Pitti, Palazzo Rucellai, Palazzo Gondi, Palazzo Strozzi, Palazzo Guadagni

Il palazzo, come residenza privata, nasce a Firenze, come nelle altre città comunali, nella seconda metà del Trecento, sostituendo definitivamente l’antica casa torre. La città ha trovato nel frattempo nuovi spazi con la costruzione della nuova cinta muraria conclusa nel 1333, molto ampia fino a comprendere i quartieri sorti intorno alle chiese e ai conventi dei grandi ordini predicatori e le relative piazze. La vita civile non è più sottoposta come un tempo a scontri interni fra fazioni, che sfioravano la guerra civile. La ricchezza conosciuta nel boom economico della fine del Duecento ha consentito l’emergere di una nuova classe dirigente, che punta a dare un immagine pubblica di sé attraverso le commissioni artistiche. Superata la grande crisi di metà Trecento, segnata dal tracollo economico delle principali banche, dalla carestia e dalla peste, la città recupera il proprio ottimismo con nuove opere pubbliche e nel contempo i privati cittadini più abbienti, perlopiù assunti alle più importanti cariche di governo, si dotano di abitazioni signorili, con ambienti luminosi e spaziosi.
I primi palazzi (Spini, Davanzati) hanno elementi propri della tradizione medievale come i merli, già presenti nei palazzi pubblici della città, quali Palazzo della Signoria e il Palazzo del Podestà (oggi del Bargello).
Palazzo Medici, pur riprendendo materiali e forme di Palazzo della Signoria che connotano ormai la tradizione urbana fiorentina, diventa il prototipo del palazzo rinascimentale. Coevo a Palazzo Medici, riferito da Michelozzo, è Palazzo Pitti (corrispondente alle sette finestre centrali dell’attuale edificio), progettato probabilmente da Brunelleschi. Il modello della facciata bugnata fortemente chiaroscurata che unisce elementi della tradizione e elementi di ispirazione classica, si evolve nel corso del secolo in soluzioni sempre più eleganti, rappresentate da Palazzo Rucellai, Palazzo Strozzi e Palazzo Gondi.
Fra Quattro e Cinquecento, con la cacciata dei Medici e l’instaurarsi della Repubblica ispirata a pensiero di Girolamo Savonarola, l’architettura civile – come quella religiosa – recupera un linguaggio sobrio e austero che non rinuncia all’eleganza delle forme e alla calibratura dei partiti. Esemplare è in tal senso Palazzo Guadagni.