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La villa di Castelpulci

Scandicci (Firenze), Lastra a Signa

Scandicci (Firenze), Lastra a Signa

Nel 1590 Riccardo Riccardi, con i fratelli Bernardo e Francesco, comprò la proprietà di Castelpulci, nei pressi di Signa, comprendente il palazzo e tre poderi. In origine borgo fortificato risalente al XIII sec. a. C., la struttura era stata trasformata in villa nel Cinquecento, quando era divenuta di proprietà dei Soderini (1511-1590).
Divenuta proprietà dei Riccardi, dal 1667 la residenza venne ristrutturata e ingrandita. Giovacchino Fortini fece il progetto del corpo di fabbrica, che venne triplicato e dotato della attuale elegante facciata, mentre Giuliano Ciaccheri realizzò lo spettacolare viale dei cipressi, detto il Viottolone (1691), che collega la dimora a via Pisana. Fu in particolare Cosimo (1671-1751), figlio di Francesco Riccardi e Cassandra Capponi, che senza badare a spese volle trasformare la villa in una sontuosa residenza di campagna. Gli interni vennero quindi magnificamente arredati. Fra gli ambienti più caratteristici erano la Galleria con i tavoli da gioco e il cosiddetto “salotto delle armi”, in cui erano archibugi, archi e frecce esotiche, e armi di vari tipi sistemate in rastrelliere e armadi, insieme al modello di una galera e a ritratti di uomini illustri. In una sala con caminetto, affacciata sul giardino, furono dipinte nelle lunette le vedute delle ville Riccardi, tuttora presenti. C’era inoltre una biblioteca di circa ottanta volumi.
Inoltre Cosimo Riccardi chiese al granduca Gian Gastone e ottenne il giuspatronato sull’oratorio di San Jacopo situato davanti alla villa. In cambio il Riccardi restaurò la cappella fatiscente annettendola così alla villa. Nel frattempo ampliava anche la proprietà fondiaria, che arrivò a venticinque poderi.
Morto il marchese Cosimo (1751), la villa con i suoi annessi – l’oratorio, il giardino, il prato, l’orto, la fattoria con le vigne – seguì le vicende che accompagnarono il tracollo economico la famiglia. Nella stima dei beni dei Riccardi stilata nel 1810, in vista della eventuale messa all’asta dell’intero patrimonio, si afferma che “il fabbricato della medesima è uno dei principali della Toscana”. Col tempo infatti la villa venne svuotata dai lussuosi arredi e dalle innumerevoli opere d’arte venduti dai Riccardi per far fronte ai debiti. Con l’estinzione della famiglia, nel 1847 la villa è passata al Demanio Pubblico.
Divenne quindi un ospedale psichiatrico, rimasto attivo fino al 1973. Nel 1918 vi fu ricoverato il poeta Dino Campana, che vi rimase per quattordici anni fino alla morte nel 1932. Dopo trent’anni di chiusura e di abbandono, dal 2002 la villa di Castelpulci è stata restaurata. Nel 2012, grazie ad un accordo sottoscritto tra il Ministero della Giustizia, la Regione Toscana, la Provincia di Firenze, il Comune di Firenze e il Comune di Scandicci, è diventata sede della Scuola Superiore della Magistratura, ente di alta formazione.

Periodo:
XVI-XIX secolo

Coordinate:
43.761083, 11.138536