Busto di Augusto
Periodo:
Fine I sec. a. C. - inizi I sec. d. C.
Committente / Collezionista:
Luogo:
Firenze, Galleria degli Uffizi
Inventario:
inv. 1914 n. 83
Link:
Marmo bianco a grana fine, h. cm. 69 (parte antica: h. cm. 38).
Di restauro: la punta del naso, parte delle orecchie, tassello del mento. Il busto loricato è moderno (di B. Caccini?).
Iscrizioni:
Sul supporto: “avgvstvs”.
La scultura antica ritrae un giovane uomo con la testa volta verso sinistra. La capigliatura è a larghe ciocche ondulate, sulla fronte spartite, distinte e ricurve. Il volto magro e teso. Tratti distintivi sono la mascella larga, il mento appuntito e il naso aquilino. Le guance del giovane sono coperte da una corta barba (barbula) di solito segno di lutto. Dai tratti distintivi che si notano nonostante l’apparente idealizzazione del volto, si deduce che il personaggio ritratto apparteneva alla famiglia giulio-claudia. Il giovane è stato identificato con Ottaviano Augusto o con Gaio Cesare, suo figlio ed erede (vedi sotto: Notizie Storiche).
Roma (fino al 1471); Firenze, Palazzo Medici (post 1471) (?); Galleria degli Uffizi (almeno dal 1704). Secondo la tradizione, il busto è considerato un ritratto di Ottaviano Augusto imperatore (63 a.C. – 14 d.C.) , il cui modello risulterebbe databile fra il 42 e il 37 a.C.. In tal caso la barbula potrebbe essere un segno di lutto per l’uccisone di Cesare. Diversamente, come reputato dalla critica recente (Pollini 1987), nell’effigie marmorea sarebbe piuttosto da riconoscere il ritratto di Gaio Cesare, figlio di Agrippa, nipote ed erede designato di Augusto, morto prematuramente nel 4 d.C., a 24 anni. In tal caso il modello della scultura sarebbe da datarsi negli ultimi anni di vita del giovane, fra l’1 e il 3 d.C.. La barbula potrebbe richiamare il lutto per la morte del fratello Lucio oppure assimilerebbe il personaggio a Marte, Dio della guerra (Pollini 1987). La scultura condivide la storia collezionistica e di restauro con il busto di Agrippa, anch’esso agli Uffizi (inv. 1914 n. 90). Come ricorda Lorenzo il Magnifico nei suoi Ricordi, le teste di Agrippa e di Augusto gli furono donate da papa Sisto IV nel 1471 a Roma, quando il Medici in qualità di ambasciatore della Repubblica fiorentina assisté all’investitura del nuovo pontefice (Beschi 1983 e 1994). Le due teste furono probabilmente collocate in Palazzo Medici insieme ad altre effigi di personaggi illustri antichi e moderni appartenenti alla collezione medicea. Entrambe le sculture sono servite da modelli a Giovanni della Robbia che intorno al 1520 realizzò i ritratti dei medesimi personaggi nella serie in terracotta invetriata per Palazzo Guadagni (ora Londra, Victoria & Albert Musem) (Beschi 1983 e 1994). Sono quindi citate in Palazzo Medici nel 1598 come “teste di marmo sino a tutta gola” (ASF, Guardaroba 198, c. 36). Erano cioè ancora prive del busto sottostante, inserito probabilmente al momento dell’ingresso dei due pezzi nella Galleria degli Uffizi. I due busti sono ricordati dal 1704 negli inventari della Galleria degli Uffizi, dove tuttora si trovano esposti l’uno accanto all’altro.
Una copia in gesso di epoca moderna appartenente alla Collezione dei Riccardi è oggi esposta presso il Museo dei Marmi di Palazzo Medici Riccardi.
- L. Beschi, Le antichità di Lorenzo il Magnifico: caratteri e vicende, in “Gli Uffizi: quattro secoli di una galleria”, atti del convegno internazionale di studi (Firenze 20 – 24 settembre 1982) a cura di P. Barocchi e G. Ragionieri, Firenze, Olschki, 1983, 2 voll., I, 1983, pp. 161-176.
- L. Beschi, Le sculture antiche di Lorenzo il Magnifico, in “Lorenzo il Magnifico e il suo mondo”, atti del convegno internazionale di studi (Firenze, 9 – 13 giugno 1992) a cura di Gian Carlo Garfagnini, Firenze, Olschki, 1994 (‘Atti di convegni/Istituto Nazionale di Studi sul Rinascimento <Firenze>’; 19), pp. 291-317.
- K. Fittschen, Ritratti antichi nella collezione di Lorenzo il Magnifico ed in altre collezioni del suo tempo, in “La Toscana al tempo di Lorenzo il Magnifico. Politica, economia, cultura, arte”, atti del convegno di studi (Firenze, Pisa e Siena, 5 – 8 novembre 1992), Pisa, Pacini, 1996, 3 voll., I, pp. 7-22.
- Itinerario laurenziano, Firenze, Centro Di, 1992 (‘Gli Uffizi. Studi e ricerche’ ; 10).
- Lorenzo de’ Medici, Ricordi del Magnifico Lorenzo di Piero di Cosimo de’ Medici, levati da’ suoi originali, in A.F. Gori, “La Toscana illustrata nella sua storia con vari scelti monumenti e documenti per l’avanti o inediti o molto rari. Vol. 1”, contenente il Prodromo, Livorno, Per Anton Santini e Co., 1755, pp. [191-194].
- G. A. Mansuelli, Galleria degli Uffizi. Le sculture, Roma, Istituto Poligrafico dello Stato, 1958-1961, 2 voll. (‘Cataloghi dei musei e gallerie d’Italia’).
- G. Di Pasquale, F. Paolucci, Uffizi. Le sculture antiche, Firenze, Giunti, 2001.
- I. Romeo, Ingenuus leo: l’immagine di Agrippa, Roma, L’Erma di Bretschneider, 1998 (‘Xenia Antiqua. Monografie’; 6).
- Le sculture antiche. Problematiche legate all’esposizione dei marmi antichi nelle collezioni storiche, a cura di A. Romualdi, Firenze, Polistampa, 2003.