Pantocratore
metà secolo XII
Luogo:
Firenze, Museo Nazionale del Bargello
Inventario:
inv. Mosaici 3
Mosaico su legno; cm. 54×41.
Iscrizioni:
Ai lati della testa del Cristo, ciascuno entro due riquadri polilobati: IC e XC.
Sul libro: ΕΓΩ (Ε)ΙΜΙ / ΤΟ (ΦΩC) Τ(ΟΥ) ΚΟC(ΜΟΥ) / Ο Α(ΚΟΛΟΥ)Θ(Ω)ΝΕΜ(ΟΙ) / ΟΥ(ΜΗ) (Π)ΕΡΙΠΑ(ΤΗCΗ) / ΕΝ(ΤΗ)ΣΚΟΤΙ(Α) / ΑΛΛΈ)ΞΕΙ (ΤΟ ΦΘC ΤΗC Ζ)ΩΗC.ΙΩ(ΑΝΝΗC)
Realizzato in ambito di arte bizantina.
L’icona a mosaico raffigura Cristo Pantocratore, cioè sovrano di tutte le cose, con la mano destra benedicente e il libro nella sinistra. Nelle pagine del libro si leggono in greco, le parole del Vangelo secondo Giovanni 8, 12: “Io sono la luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita”. Secondo la tradizionale iconografia del soggetto, l’aureola reca una croce greca iscritta, il cui braccio inferiore si nasconde dietro la nuca di Gesù. Inoltre, ai lati della testa si trova il monogramma di Cristo costituito da due coppie di lettere IC, a sinistra, e XC, a destra, rispettivamente formate dall’iniziale e dalla finale dei nomi greci Iēsoûs e Khristòs.
Firenze, Palazzo Medici (1492) (?); Uffizi, Tribuna (1605); Museo Nazionale del Bargello (1865). L’icona bizantina è stata identificata con una delle due “teste” di Cristo a mosaico registrate dall’inventario del 1492 in Palazzo Medici nella camera di Lorenzo il Magnifico attigua alla sala grande al primo piano. L’opera era accanto a mosaici moderni realizzati dalla bottega del Ghirlandaio, fra cui il San Pietro. La presenza di tali opere nelle stanze del Magnifico testimonia l’interesse del Medici per tali tecniche di origine bizantina, dal Medici riportate in auge attraverso commissioni ai Ghirlandaio e a Gherardo di Giovanni. L’opera fu probabilmente realizzata da manifatture di Costantinopoli, per l’iconostasi di una chiesa appartenente a un ricco monastero. Da Costantinopoli la tavola potrebbe essere giunta in Italia e quindi a Firenze in occasione del concilio del 1439. Rimasto nella collezione medicea, il prezioso mosaico fu inserito nella Tribuna degli Uffizi nel 1605, come dimostra un nota del 19 giugno di tale anno apposta all’inventario del 1589, che registra l’aggiunta di “un christo di musaico, in adornamento d’ebano”. Tuttora la tavola è dotata di una cornice di ebano cinquecentesca.