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Francesco I de’ Medici

Estremi biografici:

Firenze, 1541 - Poggio a Caiano, 1587


Attività:

Granduca di Toscana


Figlio primogenito di Cosimo I ed Eleonora de’ Medici, nacque il 25 marzo 1541 ed ebbe un nome del tutto inusuale nell’ambito della famiglia, Francesco. La madre Eleonora lo aveva scelto per ottemperare a un voto pronunciato presso il santuario francescano della Verna, con il quale aveva chiesto di avere un figlio maschio.
Cosimo I mandò il primogenito presso la corte spagnola per un soggiorno formativo. Fin da giovane Francesco dimostrò una particolare inclinazione per gli studi scientifici e una curiosità per i misteri della natura e per gli artifici dell’arte.
Nel 1564 ricevette il titolo di reggente conferito da Cosimo I, ormai stanco malato e afflitto dai troppi lutti famigliari.
Nel 1565, dopo un viaggio a Vienna e Innsbruck, Francesco sposò Giovanna d’Austria, figlia di Ferdinando I d’Asburgo e sorella dell’imperatore Massimiliano II. Si trattava del matrimonio più prestigioso mai celebrato dalla famiglia Medici. I festeggiamenti durarono diverse settimane. Fra gli artisti che parteciparono ai fastosi allestimenti c’era Giambologna dal 1561 al servizio di Francesco.
Nel 1574 alla morte di Cosimo I, che nel frattempo aveva ottenuto dal papa il titolo di granduca, Francesco salì sul trono rimanendo in attesa della conferma imperiale. Finalmente il 2 novembre del 1575 l’imperatore Massimiliano II emanò un decreto con cui riconosceva a Francesco I il titolo di granduca. Seguirono quindi il diploma del 26 gennaio 1576 e la lettera di felicitazioni da parte di Filippo II di Spagna.
I diplomatici che resero omaggio al granduca Medici, ne ricordarono la piccola statura, la corporatura fragile, il temperamento malinconico, la grazia dei modi, la circospezione taciturna, nonché la sua preferenza per la sfera privata a dispetto della vita pubblica.

L’unione fra Francesco e Giovanna non riuscì ad assicurare la discendenza. Per dodici anni infatti non ebbero figli maschi: nacquero sei femmine di cui solo due, Eleonora e Maria, sopravvissero fino in età adulta. Nel 1577 nacque Filippo ma morì a cinque anni.
Prima ancor di sposarsi, Francesco aveva instaurato una relazione sentimentale con Bianca Cappello, nobile veneziana, che già in precedenza era fuggita dalla propria città per sposare il fiorentino Piero Bonaventuri. Francesco introdusse Bianca a corte e le riservò un palazzo in via Maggio (n. 26), a pochi passi da Palazzo Pitti. Nel 1572 il Bonaventuri morì in un agguato sul ponte Santa Trinita Nel 1578 spirò anche la granduchessa Giovanna, che nel frattempo era rimasta di nuovo incinta. Così tre mesi dopo Francesco poté sposare Bianca sia pure segretamente. Le seconde nozze furono festeggiate l’anno seguente e il 12 ottobre 1579 Bianca venne incoronata granduchessa. La nuova moglie di Francesco, anche se visse molto appartata dalla vita pubblica, fu guardata con sospetto o avversione dalla corte medicea, in particolare dal cognato Ferdinando.
Morto il piccolo Filippo nel 1582, Francesco legittimò il figlio Antonio avuto da Bianca, prima del matrimonio.

Francesco preferì abitare in Palazzo Vecchio, piuttosto che nella nuova residenza granducale di Palazzo Pitti. Per il proprio appartamento il principe Medici chiese a Giorgio Vasari di arredare lo Studiolo, dove voleva riporre “cose rare e preziose” (1570-75). La piccola stanza era adiacente al Tesoretto e in comunicazione diretta con la camera da letto. Inoltre una via d’uscita indipendente permetteva di uscire dall’appartamento direttamente sulla strada (oggi via della Ninna).
Il corredo ornamentale era costituito da pannelli lignei, dipinti ad affresco e su tavola, sculture in bronzo, mosaici. Don Vincenzo Borghini dettò il programma iconografico con riferimenti al tema del rapporto fra Natura e Arte. L’ambiente nel suo insieme costituisce uno degli esempi più integri e significativi del tardo-Manierismo fiorentino.
Francesco amava dilettarsi e sperimentare le arti più sofisticate nel chiuso del suo scrittoio oppure presso il Casino Mediceo in piazza San Marco, costruito da Bernardo Buontalenti (1568-74) per ospitarvi le manifatture granducali. Qui Francesco si riservò un laboratorio personale.

Alla morte del Vasari nel 1574, nello stesso anno della sua ascesa al trono, Francesco nominò Bernardo Buontalenti, architetto di corte e responsabile delle celebrazioni pubbliche della corte Medici.
Nel 1581 gli affidò la conclusione del palazzo degli Uffizi e la definitiva sistemazione delle collezioni. Per il granduca Medici, il Buontalenti costruì il teatro Mediceo (distrutto nel XIX secolo) e la Tribuna ottagonale, destinata ad ospitare una selezione molto raffinata delle raccolte medicee. A tale ambiente erano destinate le Fatiche d’Ercole in argento realizzate su modello di Giambologna.
Nel 1583 Francesco fondò l’Accademia della Crusca, con il compito di ‘pulire’ la lingua italiana e promuovere la letteratura toscana.
Francesco arricchì la Guardaroba medicea con oggetti molto vari per tecnica, materiale, epoca, area geografica e tipologia. Si trattava di tesori antichi e moderni, dipinti, sculture, armi, porcellane, strumenti scientifici, curiosità, opere di manifattura locale ma anche di provenienza straniera e persino esotica.
Nel 1587 fece abbattere la antica facciata di Santa Maria del Fiore, mai conclusa, e indisse un concorso per quella nuova, mai realizzata per la sua morte improvvisa.

Francesco preferì delegare gli affari di governo ai ministri Concini, Usimbardi, Serguidi e Vinta, per soggiornare lunghi periodi fuori città nelle residenze di campagna. Disinteressato a una politica ambiziosa e di larghi orizzonti, quale era stata quella intrapresa dal padre Cosimo I, Francesco manifestò invece una netta propensione per l’evasione fantastica e artificiosa, per la divagazione intellettuale nei mondi segreti della natura, per l’illusionismo di una scenografia sofisticata.
Ebbe infatti uno spiccato interesse per i giardini. Dal 1583 commissionò a Bernardo Buontalenti la Grotta Grande del Giardino di Boboli, terminata dieci anni dopo, posta all’uscita del corridoio vasariano.
Fin dal 1569 affidò allo stesso Buontalenti la costruzione della villa di Pratolino e del suo parco. Le “meraviglie” di Pratolino fontane, statue, grotte, siepi, giochi d’acqua e automi ben rispondevano all’edonismo sofisticato ed eccentrico di Francesco I.
Altra residenza molto amata da Francesco e Bianca, fin dai tempi della loro relazione adulterina, era la villa di Poggio a Caiano. Francesco e Bianca vi morirono il 19 ottobre del 1587. I due coniugi si spensero dopo giorni di atroce agonia a poche ore di distanza. Recenti indagini effettuate sui resti dei due defunti sembrano provare che i due morirono per avvelenamento.
Per volere di Ferdinando, i funerali di stato furono tributati solo per Francesco, il cui corpo insieme a quello della prima moglie Giovanna giace nella cripta di San Lorenzo. La salma di Bianca invece è sepolta in San Lorenzo in un luogo ancora ignoto.

  • L. Berti, Il principe dello studiolo: Francesco I dei Medici e la fine del Rinascimento fiorentino, II ed., Pistoia, M&M MaschiettoEditore, 2002.
  • M. Plaisance, L’Accademia e il suo principe: cultura e politica a Firenze al tempo di Cosimo I e di Francesco de’ Medici – L’Académie et le prince: culture e politique à Florence au temps de Côme Ier e François de Médicis, Manziana (Roma), Vecchiarelli, 2004 (‘Cinquecento. Studi’; 6).