Il Palazzo dei Medici (1443-1659)
Vicende architettoniche e artistiche
Cosimo de’ Medici, detto il Vecchio, compra alcune case nell’area dove poi sorgerà il nuovo palazzo. Rifiuta il progetto presentato da Filippo Brunelleschi.
Michelozzo inizia a costruire Palazzo Medici su incarico di Cosimo il Vecchio de’ Medici.
Sotto la direzione di Michelozzo viene avviata la costruzione della cappella al primo piano.
Nel luglio Benozzo Gozzoli inizia ad affrescare le pareti della cappella completandone magnificamente la decorazione con il ciclo pittorico dedicato al Viaggio dei Magi.
Piero de’ Medici, detto il Gottoso, annette al palazzo due case adiacenti appena comprate e in tale area fa costruire due cortili di servizio .
Lorenzo de’ Medici, duca di Urbino, divenuto “capitano” della Repubblica fiorentina fa chiudere la loggia d’angolo della residenza in via Larga. Al posto delle arcate vengono costruite le finestre ‘inginocchiate’ su disegno di Michelangelo Buonarroti. Forse nella medesima occasione viene chiuso il portone settentrionale, anch’esso sostituito da una finestra ‘inginocchiata’.
Nell’edificio su via Larga annesso al palazzo dal 1468, viene costruita la “Porta dei Muli”, attraverso la quale si giungeva nella “Corte dei muli” e nel “Cortiletto del pozzo”.
Avvenimenti storici, culturali e mondani
Nasce Lorenzo (poi detto il Magnifico) figlio di Piero di Cosimo de’ Medici e di Lucrezia Tornabuoni.
Nella primavera, giungono a Firenze principi e cardinali italiani per unirsi a papa Pio II Piccolomini diretto a Mantova per convocare un concilio. Il pontefice definisce la residenza medicea “un palazzo degno di un re”. In tale occasione Galeazzo Maria Sforza, figlio del duca di Milano, Francesco, viene ospitato da Cosimo de’ Medici nel nuovo palazzo e visita ammirato la cappella, ancora senza gli affreschi.
Il 4 giugno si danno grandiosi festeggiamenti per le nozze di Lorenzo il Magnifico e Clarice Orsini.
Il 9 marzo Lorenzo il Magnifico assiste ai festeggiamenti per la nomina a cardinale del figlio Giovanni. Muore poco dopo, l’8 aprile nella villa di Careggi. Suo erede è il figlio Piero detto lo Sfortunato.
Il 9 novembre i fiorentini guidati da fra Girolamo Savonarola, priore del convento di San Marco, insorgono e impongono l’esilio a Piero de’ Medici e ai suoi famigliari. Dal 17 al 28 novembre Carlo VIII di Valois re di Francia, entrato trionfalmente in città, viene ospitato proprio in Palazzo Medici il tempo necessario per stipulare un accordo di non belligeranza con la neonata repubblica.
Tornano i Medici a Firenze: nel settembre i figli di Lorenzo il Magnifico, Giuliano (poi duca di Nemours) e Giovanni, cardinale e legato pontificio, si riappropriano del palazzo su via Larga, seguiti dal nipote Lorenzo, poi duca di Urbino. Pochi mesi dopo, l’11 marzo 1513 Giovanni viene eletto papa col nome di Leone X.
Il 20 agosto di dimette la Signoria repubblicana, di nuovo istituita tre anni prima. Papa Clemente VII de’ Medici con l’appoggio dell’imperatore Carlo V riporta così al potere la propria dinastia, che torna a risiedere a Firenze nel palazzo in via Larga.
Il 5 luglio entra a Firenze, in qualità di sovrano, Alessandro de’ Medici, eletto duca da un diploma dell’imperatore Carlo V d’Asburgo. Si diceva che Alessandro fosse figlio naturale poi legittimato di Lorenzo duca di Urbino, ma in realtà era probabilmente figlio di papa Clemente VII che ne appoggiava l’ascesa.
Nell’aprile il duca Alessandro riceve in Palazzo Medici l’imperatore Carlo V, in visita ufficiale come futuro suocero. Alessandro e Margherita d’Asburgo si sposano il 13 giugno.
Rimasto ucciso il duca Alessandro, il 9 gennaio Cosimo figlio di Giovanni delle Bande Nere ultimo discendente del ramo cadetto della famiglia Medici entra nel palazzo in via Larga e diviene il duca Cosimo I (nel 1569 granduca).
Il 15 maggio, in occasione della festa dello Spirito Santo, Cosimo I e la moglie Eleonora di Toledo lasciano Palazzo Medici e si trasferiscono con una solenne processione in Palazzo della Signoria, che da sempre era stato sede del governo cittadino. Il palazzo in via Larga rimane ai cadetti di famiglia.
Con un contratto del 28 marzo, il granduca Ferdinando II de’ Medici vende al marchese Gabbriello Riccardi l’antico palazzo di via Larga e tre fabbricati adiacenti per la somma di quarantamila scudi.