Alcune pitture di Barna
Periodo:
XIV secolo
Luogo:
Opere perdute. Già: Firenze, “casa vecchia” dei Medici in via Larga (oggi via Cavour)
Vasari (1568) nell’edizione giuntina delle Vite, ricorda che nella “case vecchie” dei Medici si trovavano “alcune pitture” di Barna (o Berna) da Siena.
L’artista menzionato anche da Lorenzo Ghiberti (1378-1455) nei Commentari, è considerato dalle fonti l’autore di almeno una parte degli affreschi con Storie del Vecchio e del Nuovo Testamento nella Collegiata di San Gimignano, in particolare quelli dedicati all’infanzia e alla Passione di Cristo. L’attribuzione è stata a lungo assai controversa finché la critica recente non ha dubitato persino dell’esistenza del pittore, priva di qualsiasi riscontro documentario. Le Storie del Vecchio Testamento di San Gimignano in realtà sono state compiute da Bartolo di Fredi (1330 ca.-1410) (nome da cui deriva termine contratto “Barna”, che ha generato l’equivoco), documentato al lavoro nella Collegiata nel 1367. Invece le Storie del Nuovo Testamento sono ormai ritenute opera di Lippo Memmi (not. 1317-1356), cognato di Simone Martini, ed eseguite fra il 1338 e il 1340 (A. Labriola, Simone Martini e la pittura gotica a Siena. Duccio di Buoninsegna, Memmo di Filippuccio, Pietro Lorenzetti, Ugolino di Nerio, Ambrogio Lorenzetti, Lippo Memmi, Matteo Giovanetti, Naddo Ceccarelli, Bartolomeo Bulgarini, Niccolò di ser Sozzo, Firenze, E-Ducation.it, 2008 (‘I Grandi Maestri dell’Arte’; 19), pp. 203 – 221).
Ignota è dunque l’identità dell’artista a cui il Vasari riferisce le “pitture” — menzione assolutamente generica — un tempo nelle antiche dimore dei Medici.