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Busto di Agrippa

Autore:
Periodo:

I sec. a. C.


Committente / Collezionista:
Luogo:

Firenze, Galleria degli Uffizi


Inventario:

Inv. 1914 n. 90


Marmo bianco a grana fine, h. cm. 68 (parte antica: h. cm. 42).

Di restauro: la punta del naso, l’angolo dell’orecchio sinistro, parte della cima dell’orecchio destro. Il busto è moderno.

Iscrizioni:

Sul supporto: “m. agrippa”.

La scultura antica che ritrae il personaggio in marmo bianco fino alla parte visibile della scollatura, è inserita in un busto moderno raffigurante torace e spalle panneggiati. La punta del naso, l’angolo dell’orecchio sinistro, parte della cima dell’orecchio destro, sono aggiunte dovute a restauri moderni.
La scultura ritrae Marco Vespasiano Agrippa, generale di Ottaviano. La folta capigliatura, a larghe ciocche ricurve, scende ai lati delle orecchie e lungo la nuca diritta, ma sporge sulla fronte dove la frangia è spartita ai lati. La testa si impianta saldamente sul collo robusto solcato da rughe profonde. Il volto presenta tratti marcati ed espressivi e denota un’età avanzata: la fronte è contratta, le sopracciglia folte e sporgenti, gli occhi infossati in penombra ri volti verso sinistra, il naso aquilino, la bocca appena aperta, mento e mascelle pronunciati. L’espressione manifesta concentrazione e tensione emotiva.

La scultura antica raffigura Marco Vespasiano Agrippa (63 a. C. – 12 a. C.), generale romano, amico e collaboratore fedele di Ottaviano Augusto e responsabile dei suoi maggiori successi militari, fra cui la battaglia navale di Azio contro le truppe di Marco Antonio e Cleopatra.
Il ritratto di Agrippa è pertinente alla tradizione iconografica dipendente dal tipo Vibo Valentia-Gabii rappresentato dal busto del Louvre. Attingendo i tratti da tale tipo di età medio-augustea, lo scultore li ha adattati a una fisionomia di età più avanzata (Romeo 1998). La datazione, controversa, sembra da collocarsi in età claudia. Considerate le affinità stilistiche, la testa di Agrippa e quella di Cesare (già ritenuta di Ottaviano) potrebbero essere uscite dalla medesima bottega (Fittschen 1996).
L’opera è stata identificata come la testa di Agrippa donata da papa Sisto IV a Lorenzo il Magnifico nel 1471 a Roma, insieme a quella allora ritenuta di Augusto (in realtà, Gaio Cesare), anch’essa ora agli Uffizi (inv. 1914 n. 83). Tale identificazione è suffragata dal fatto che entrambe le sculture antiche sono state adottate come modello da Giovanni della Robbia per realizzare, intorno al 1520, i ritratti dei medesimi personaggi da inserire nella serie in terracotta invetriata per Palazzo Guadagni (ora Londra, Victoria & Albert Musem) (Beschi 1983 e 1994).
Le due teste furono probabilmente collocate in Palazzo Medici insieme ad altre effigi di personaggi illustri antichi e moderni appartenenti alla collezione medicea. I ritratti antichi acquisiti da Lorenzo, come quello di Agrippa e quello supposto di Augusto, venivano restaurati da scultori di prim’ordine, come Andrea Verrocchio, e posti sopra le porte entro una cornice con la forma dell’impresa medicea dell’anello con le tre piume (vedi scheda: Temi collaterali / Stemma e imprese dei Medici).
I due ritratti in busto ora agli Uffizi sono citati in Palazzo Medici nel 1598 come “teste di marmo sino a tutta gola” (ASF, Guardaroba 198, c. 36). Erano cioè ancora prive del busto sottostante, inserito probabilmente al momento dell’ingresso dei due pezzi nella Galleria degli Uffizi.
Il busto di Agrippa è ricordato negli inventari della Galleria degli Uffizi dal 1704.

  • L. Beschi, Le antichità di Lorenzo il Magnifico: caratteri e vicende, in “Gli Uffizi: quattro secoli di una galleria”, atti del convegno internazionale di studi (Firenze 20 – 24 settembre 1982) a cura di P. Barocchi e G. Ragionieri, Firenze, Olschki, 1983, 2 voll., I, 1983, pp. 161-176.
  • L. Beschi, Le sculture antiche di Lorenzo il Magnifico, in “Lorenzo il Magnifico e il suo mondo”, atti del convegno internazionale di studi (Firenze, 9 – 13 giugno 1992) a cura di Gian Carlo Garfagnini, Firenze, Olschki, 1994 (‘Atti di convegni/Istituto Nazionale di Studi sul Rinascimento <Firenze>’; 19), pp. 291-317.
  • K. Fittschen, Ritratti antichi nella collezione di Lorenzo il Magnifico ed in altre collezioni del suo tempo, in “La Toscana al tempo di Lorenzo il Magnifico. Politica, economia, cultura, arte”, atti del convegno di studi (Firenze, Pisa e Siena, 5 – 8 novembre 1992), Pisa, Pacini, 1996, 3 voll., I, pp. 7-22.
  • Itinerario laurenziano, Firenze, Centro Di, 1992 (‘Gli Uffizi. Studi e ricerche’ ; 10).
  • Lorenzo de’ Medici, Ricordi del Magnifico Lorenzo di Piero di Cosimo de’ Medici, levati da’ suoi originali, in A.F. Gori, “La Toscana illustrata nella sua storia con varj scelti monumenti e documenti per l’avanti o inediti o molto rari. Vol. 1, contenente il Prodromo”, Livorno, Per Anton Santini e Co., 1755, pp. [191-194].
  • G. A. Mansuelli, Galleria degli Uffizi. Le sculture, Roma, Istituto Poligrafico dello Stato, 1958-1961, 2 voll. (‘Cataloghi dei musei e gallerie d’Italia’).
  • G. Di Pasquale, F. Paolucci, Uffizi. Le sculture antiche, Firenze, Giunti, 2001.
  • I. Romeo, Ingenuus leo: l’immagine di Agrippa, Roma, L’Erma di Bretschneider, 1998 (‘Xenia Antiqua. Monografie’; 6).
  • Le sculture antiche. Problematiche legate all’esposizione dei marmi antichi nelle collezioni storiche, a cura di A. Romualdi, Firenze, Polistampa, 2003.
  • The Splendour of the Medici. Art and Life in Renaissance Florence, catalogo della mostra (Budapest, Museum of Fine Arts) a cura di M. Bietti e A. Giusti, Budapest, Museum of Fine Arts, 2008.