Il Verrocchio detto, Andrea di Francesco di Cione
Firenze, 1435 - Venezia 1488
Attività:
Orafo, scultore, pittore
Figlio di Michele di Francesco di Cione, Andrea apprese l’arte orafa presso Antonio di Giovanni Dei tra il 1453 e il 1456. Nel 1457 divenne socio di Francesco di Luca Verrocchio, da cui prese il patronimico. Nello stesso anno nella sua prima denuncia al catasto si dichiara orafo ma senza lavoro. Si dedicò ben presto alla scultura probabilmente operando nell’ambito della bottega dei Rossellino. Le sue prime opere presentano un a spiccata affinità con tali artisti e uno squisito gusto decorativo, come dimostra il lavabo nella Sagrestia Vecchia in San Lorenzo (1465 circa). Dotato di una straordinaria perizia tecnica e protetto dai Medici, con il Pollaiolo divenne un protagonista di rilievo dell’arte fiorentina dopo la metà del secolo. Artista poliedrico e versatile, fu una tipica figura di imprenditore a capo di una fiorente bottega pronta ad assolvere le commissioni più varie. Nel 1466 ricevette la commissione per il gruppo bronzeo con l’Incredulità di San Tommaso, da collocare nell’edicola dell’Arte dei Mercanti o di Calimala all’esterno di Orsanmichele, ma realizzò l’opera sono nel 1483. Si susseguono incarichi prestigiosi. Nel 1468 ricevette il primo pagamento per il candelabro in bronzo della cappella nel Palazzo della Signoria (Amsterdam, Rijksmuseum) e fu incaricato di eseguire la palla in bronzo dorato per la cupola del Duomo, consegnata e pesata nel 1471. Nel 1476 consegnò un bozzetto per il monumento Fonteguerri nel Duomo di Pistoia. La prova gli valse la commissione dell’opera (1478), lasciata però incompiuta alla metà degli anni Ottanta. Per l’altare argenteo del Battistero eseguì il rilievo con la Decollazione del Battista, commissionato nel 1477 e concluso nel 1480 (Museo dell’Opera del Duomo). Per i Medici fece la tomba di Cosimo il Vecchio (1465-67) e il monumento funerario di Piero e Giovanni de’ Medici (1472) ancora in San Lorenzo; inoltre realizzò il David in bronzo, donato nel 1476 da Lorenzo e Giuliano di Piero alla Signoria fiorentina, e la lunetta in terracotta con la Resurrezione di Cristo proveniente dalla villa di Careggi (Museo del Bargello). Il prestigio della bottega di Andrea e le sue doti di valente maestro sono dimostrati dagli allievi che lo frequentarono, i principali artisti della generazione successiva. Fra questi spiccano i nomi di Lorenzo di Credi, Pietro Perugino, Leonardo da Vinci, Sandro Botticelli. Pur essendo rinomato soprattutto per le sculture in bronzo, Andrea realizzò anche opere in marmo e terracotta, oltre a dipinti. Dipinse stendardi per la giostra di Giuliano e Lorenzo de’ Medici. L’attribuzione delle opere pittoriche è spesso dibattuta con quella degli allievi. Tra i pochi dipinti riconosciuti vi è il Battesimo di Cristo (Uffizi), dove sono rintracciabili varie mani di allievi e collaboratori fra cui quella di Leonardo. Nel 1479 il Verrocchio fu chiamato a Venezia dalla Signoria della Serenissima per realizzare il monumento equestre a Bartolomeo Colleoni da situare in Campo dei Santi Giovanni e Paolo. Il 12 luglio 1481 Andrea presentò un modello per il monumento e fra il 1483 e il 1485 soggiornò a Venezia per realizzare l’opera. Poco prima di morire il 25 giugno 1488 fece testamento, in cui chiese alla Signoria veneziana di lasciare a Lorenzo di Credi suo erede il compito di terminare il Monumento Colleoni. Questo fu invece affidato invece ad Alessandro Leoni che lo scoprì nel 1491. Lorenzo di Credi fece trasferire la salma del Verrocchio a Firenze per essere sepolta nella chiesa di Sant’Ambrogio.
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