Oggi aperto
9:00 - 19:00

David

Autore:
Periodo:

1468-70 circa


Committente / Collezionista:
Luogo:

Firenze, Museo Nazionale del Bargello


Inventario:

inv. Bronzi, nn. 450 (la testa di Golia) e 451 (David) inv. Depositi p. 83 n. 2 (la base)


Bronzo, h. cm. 122.

 

David vittorioso si presenta come un giovinetto imberbe, con i capelli arricciati intorno al viso, lievemente sorridente con un espressione pervasa da una certa spavalderia sia pur trattenuta e composta. Porta con una corta veste e calzari all’antica. Tiene una mano sul fianco e con l’altra impugna uno spadino.

Palazzo della Signoria (dal 1476); Uffizi (XVII secolo); Museo Nazionale del Bargello (dal 1865). Nel 1476 i Signori della Repubblica fiorentina pagavano 150 fiorini ai fratelli Lorenzo e Giuliano de’ Medici per aver ricevuto da essi un David, posto in Palazzo della Signoria sul pianerottolo davanti alla Porta della Catena (da cui si accede nella Sala cosiddetta dei Gigli). Si tratta del celebre bronzo raffigurante David vittorioso realizzato da Andrea del Verrocchio ora al museo del Bargello. Nell’angusto ricetto, il David di Verrocchio stava sulla colonna su cui è tuttora collocato nel museo del Bargello: si tratta di un piedistallo in porfido e marmo con quattro scudetti recanti gli emblemi della città (il giglio) e del popolo (la croce) di Firenze. Esso probabilmente è stato fatto dalla bottega del Verrocchio per poggiarvi il bronzo dopo che i Medici lo ebbero ceduto alla Signoria. Sicuramente la scultura è stata commissionata dai Medici. Infatti nel 1495 il medesimo David è ricordato da Tommaso, fratello minore di Andrea del Verrocchio, nell’elenco di opere realizzate da Andrea per i Medici, al primo posto fra le sculture. Essendo morto Andrea nel 1488, Tommaso doveva presentare tale elenco ai Sindaci incaricati dalla neonata Repubblica di rendicontare e assolvere i debiti lasciati insoluti dalla famiglia Medici, condannata all’esilio l’anno precedente (in Gaye 1839-1840). Entro il 29 dicembre dello stesso anno il bronzo lasciò la sua colonna davanti alla porta della Catena, all’ingresso dell’appartamento dei Priori, e fu posto sul piedistallo di Desiderio da Settignano nel cortile di Palazzo della Signoria al posto del David di Donatello, che invece venne trasferito al suo posto al primo piano. Fra il 1504 e il 1512 (ma più probabilmente intorno al 1504) i due David tornarono al loro posto, quello del Verrocchio presso la Porta della Catena e quello di Donatello in cortile. Nel corso del Seicento, il David di Verrocchio entrò negli Uffizi e al suo posto, sulla colonna alla Catena, venne poggiato un Busto di Ferdinando I della scuola del Giambologna, documentato ancora in loco dalle fotografie dei primi del Novecento. In Galleria la statua, eretta su un piedistallo ligneo a base quadrangolare, fu esposta senza gli attributi che ne consentiva l’identificazione del soggetto: la testa di Golia, rimasta nella Guardaroba, e la lama della spada, andata perduta sfilata dall’elsa. Nel 1778 la scultura è stata integrata con la lama ancora esistente, prelevata dall’Armeria. Non si conosce l’aspetto della spada originale: certamente non era molto grande e dunque non corrispondeva alla descrizione biblica dell’arma di Golia. Anche la testa di Golia, nel frattempo collocata nella Guardaroba di Palazzo Vecchio, si ricongiunse al David bronzeo agli Uffizi. Nel 1865 i due pezzi entrarono nel Bargello posti sul piedistallo ligneo che li aveva già accolti negli Uffizi. La colonna del David, ordinata dalla Signoria a Verrocchio al momento dell’acquisizione e poi rimasta per secoli davanti allo stipite della Porta della Catena, nel 1916 è entrata nel Bargello ed è tornata a sostenere il bronzo. Per motivi stilistici l’opera risulta databile alla fine degli anni Sessanta, anche se probabilmente fu completata e rifinita più tardi e rimase ancora qualche anno nella bottega del Verrocchio. La statua fu concepita in due pezzi: la statua di David, che impugna la spada, e la testa di Golia, poggiata da un lato, probabilmente di fianco al piede destro dell’eroe biblico. Con questa sistemazione, la scultura nella bottega del suo artefice dovette rimanere a lungo a disposizione di allievi, collaboratori e artisti che la frequentavano e che ne poterono trarre studi e modelli, da cui derivare motivi di ispirazione o persino esplicite citazioni. Il modello del David del Verrocchio risulta infatti fissato in disegni, miniature e dipinti di Perugino, Lorenzo di Credi, Ghirlandaio e Botticelli, databili dagli anni settanta in poi. E’ probabile che il bronzo non abbia mai raggiunto la dimora dei Medici, prima della vendita alla Signoria. Lorenzo e Giuliano, in un periodo in cui vi erano palesi tensioni interne nel patriziato fiorentino, cedevano così alla Signoria l’effigie di un personaggio con forti implicazioni simboliche, civili e politiche, di cui essi possedevano già un esemplare di qualità e fama eccellenti, il David di Donatello nel cortile di Palazzo Medici. Per sistemare la statua in Palazzo della Signoria alla Porta della Catena, sul piedistallo realizzato per l’occasione, Verrocchio probabilmente intervenne un’altra volta per adattare la testa di Golia, copiata in cera dall’originale, poi adattata alla posizione centrale fra le gambe della statua e quindi rifusa dal calco utilizzando lo stesso bronzo.

  • L. Melli, Gherardo di Giovanni, poliedrico artista alle prese col “David” del Verrocchio, in “Invisibile agli occhi. Atti della giornata di studio in ricordo di Lisa Venturini” (Firenze, 15 dicembre 2005) a cura di N. Baldini, Firenze, 2007, pp. 37-43.
  • B. Paolozzi Strozzi, M.G. Vaccari, Il David del Verrocchio: un capolavoro dopo il restauro – Verrocchio’s David: a masterpiece restored, Firenze, Giunti, 2004.
  • Il bronzo e l’oro. Il David del Verrocchio restaurato, catalogo della mostra (Firenze – Atlanta – Washington (D.C.), 2003-2004) a cura di B. Paolozzi Strozzi e M.G. Vaccari, Firenze, Giunti, 2003.
  • B. Paolozzi Strozzi, M.G. Vaccari, La storia del David: nuove certezze, nuove proposte, in “Il bronzo e l’oro. Il David del Verrocchio restaurato”, catalogo della mostra (Firenze – Atlanta – Washington (D.C.), 2003-2004) a cura di B. Paolozzi Strozzi e M.G. Vaccari, Firenze, Giunti, 2003, pp. 13-33.
  • G. M. Radke, Verrocchio e l’immagine del giovane David nell’arte fiorentina, in “Il bronzo e l’oro. Il David del Verrocchio restaurato”, catalogo della mostra (Firenze – Atlanta – Washington (D.C.), 2003-2004) a cura di B. Paolozzi Strozzi e M.G. Vaccari, Firenze, Giunti, 2003, pp. 34-53.
  • J.T. Paoletti, Il David del Verrocchio, la committenza medicea e i contestati spazi pubblici, in “Il bronzo e l’oro. Il David del Verrocchio restaurato”, catalogo della mostra (Firenze – Atlanta – Washington (D.C.), 2003-2004) a cura di B. Paolozzi Strozzi e M.G. Vaccari, Firenze, Giunti, 2003, pp. 61-81.