Desiderio da Settignano
Settignano/Firenze, 1429/30 - Firenze, 1464
Attività:
Scultore
Desiderio da Settignano è uno dei più importanti scultori del Rinascimento fiorentino dopo Donatello. Con Antonio Rossellino, Mino da Fiesole, Benedetto da Maiano, fa parte della generazione di artisti che operarono dopo la prima metà del Quattrocento, eredi della lezione dei grandi di inizio secolo: Donatello, oltre a Lorenzo Ghiberti, Nanni di Banco, Luca della Robbia e Michelozzo. Nato verso il 1430 sulla collina di Settignano, nei pressi di Firenze, da una famiglia di scalpellini, Desiderio entrò nella bottega fiorentina di Bernardo e Antonio Rossellino, collaborando con essi alla realizzazione del Monumento funebre di Leonardo Bruni nella chiesa di Santa Croce (1446-50 circa). Nel 1453 si iscrisse all’Arte dei Maestri di Pietra e Legname e aprì con il fratello Geri una bottega vicino al ponte Santa Trinita. Tale bottega assolveva a commissioni svariate, dagli ornati architettonici agli stemmi araldici, dai rilievi devozionali in pietra, marmo, stucco o terracotta, ai busti-ritratto, in particolare di giovani donne e fanciulli. I due fratelli spesso affidavano la coloritura dei loro rilievi a pittori come Neri di Bicci, anch’egli con bottega nei pressi di Santa Trinita. Se Geri, il maggiore, lavorò in particolare la pietra, Desiderio divenne ben presto assai rinomato nella lavorazione del marmo. Negli anni Cinquanta collaborò con Donatello, che lo apprezzò. A Desiderio è stata infatti di recente attribuito il completamento della statua del San Giovannino iniziato da Donatello intorno al ’30 e poi donato nel 1457 a Roberto Martelli. Introdotto nell’orbita dei Medici, Desiderio fu incaricato di scolpire un piedistallo in forma di colonna all’antica per il David bronzeo di Donatello collocato nel cortile del nuovo Palazzo Medici. Grazie all’appoggio dei Medici, Desiderio ottenne altre importanti commissioni come il Monumento funebre a Carlo Marsuppini in Santa Croce (1455-59) e il tabernacolo del Sacramento in San Lorenzo (1458-1461). Dal 1461 Desiderio si separò da Gerì andando ad abitare con la famiglia nel rione di San Pier Maggiore, dove aprì bottega. Nella sua produzione corrente, fu molto apprezzato in particolare per alcuni temi specifici, come i busti di bambini, i rilievi con la Madonna col Bambino, e i Ritratti di Cesari. Nel suo stile dolce e raffinatissimo, nella incisività e nella delicatezza sensibile delle espressioni rappresentate, nella lavorazione virtuosistica della materia, Desiderio dimostrò di essere allora l’interprete più moderno e originale della lezione di Donatello. Morì prematuramente nel gennaio del 1464.
- F. Caglioti, Desiderio da Settignano. I profili di eroi ed eroine del mondo antico, in “Desiderio da Settignano. La scoperta della grazia nella scultura del Rinascimento”, catalogo della mostra (Paris – Firenze – Washington) a cura di M. Bormand, B. Paolozzi Strozzi, N. Penny, Milano, 5 Continents Editions, 2007, pp. 87-101.
- G. Gentilini, Desiderio in bottega. Maestri e allievi, opere e committenti nelle attestazioni documentarie e delle fonti, in “Desiderio da Settignano. La scoperta della grazia nella scultura del Rinascimento”, catalogo della mostra (Parigi – Firenze – Washington) a cura di M. Bormand, B. Paolozzi Strozzi, N. Penny, Parigi, Musèe du Louvre – Milano, 5 Continents Editions, 2007, pp. 25-48.
- A. M. Schulz, Desiderio da Settignano, voce in “Dizionario Biografico degli Italiani”, vol. XXXIX, Roma, Istituto dell’Enciclopedia Italiana – Treccani, 1991, pp. 385 390.
- Desiderio da Settignano. La scoperta della grazia nella scultura del Rinascimento, catalogo della mostra (Parigi – Firenze – Washington) a cura di M. Bormand, B. Paolozzi Strozzi, N. Penny, Parigi, Musèe du Louvre – Milano, 5 Continents Editions, 2007.