Cacciatore con cane (già Adone)
Periodo:
Età imperiale
Luogo:
Firenze, Palazzo Medici Riccardi, sala dei Bassorilievi
Marmo bianco con patina scura.
Dimensioni parte visibile dalla cornice barocca: alt. cm. 78 ca.; largh. cm. 68.
Di restauro: la superficie stuccata e patinata rende impossibile distinguere con certezza le parti antiche da quelle moderne di restauro.
(cfr. Le Antichità… 2000)
Il bassorilievo rappresenta un giovane uomo a figura intera, con il volto di profilo rivolto verso sinistra. Indossa un copricapo fatto con la pelle di un animale (forse di cervo) e una corta tunica stretta sui fianchi, che, appuntata sulla spalla a destra, lascia scoperta la spalla e il petto a sinistra. Il giovane tiene nella sua mano destra un’ asta e nella sinistra un guinzaglio a cui è legato un cane. Fra l’uomo e l’animale si erge un albero con larghe foglie ovali e pomi (un melo?). Dalla parte opposta del personaggio si trovano un altro cane e un’ascia bipenne. Sopra, dal ramo dell’albero pendono un arco e una faretra. Il rilievo è inserito in una cornice lignea intagliata e dorata di epoca tardo-barocca. Il personaggio è stato interpretato come: Adone, il cacciatore giovane e bellissimo amato da Venere e ucciso da un cinghiale; Antinoo, il giovanetto amato dall’imperatore Adriano, morto prematuramente in Egitto, qui rappresentato con gli abiti del dio Silvano; Atteone, il cacciatore condannato a essere sbranato dai suoi stessi cani per aver guardato le nudità della dea Diana al bagno.
Firenze, Palazzo Medici, loggia del giardino (Vasari 1568). Il rilievo letto come “Adone con un cane bellissimo” è ricordato da Giorgio Vasari (1568) che lo vide insieme ad altri tre nella loggia del giardino (vedi schede di: Putto che porta il fulmine di Giove; Eroi a colloquio; Kairos) (Beschi 1983). Il biografo racconta che tali rilievi furono copiati da Mariotto Albertinelli intorno ai vent’anni (dunque nel 1494 circa). Insieme con gli Eroi a colloquio è una delle pochissime opere mobili di collezione medicea che non hanno mai lasciato il Palazzo. Interpretato come Adone dal Vasari (1568), il protagonista del rilievo è stato identificato dalla critica recente con Antinoo in abiti del dio Silvano raffigurato anche in un’altra lastra firmata dallo scultore Antoniano e databile fra il 131 d.C. e il 138 d.C. (Parigi, Louvre, inv. n. 578). Tale datazione converrebbe anche per la scultura in Palazzo Medici (Monaco in Itinerario… 1992). E’ stato anche ipotizzato che la parte destra della lastra sia da considerarsi quella originale, diversamente da quello che di solito si crede: in tal caso, il frammento antico sarebbe stato integrato prima della fine del Quattrocento – quando lo vide Albertinelli – interpretando ciò che restava del personaggio in relazione all’ambientazione come la figura di Atteone con i suoi cani (Polito, in Le antichità… 2000). La porzione destra della lastra sarebbe quindi databile nella prima età imperiale.