Oggi aperto
09:00 - 19:00

Due eroi a colloquio

Autore:
Periodo:

Età imperiale


Luogo:

Firenze, Palazzo Medici Riccardi, sala dei Bassorilievi


Inventario:

Senza inv. n. (cat. Le Antichità... 2000, n. 104)


(cfr. Le Antichità… 2000) Marmo bianco con patina scura; integrazioni in marmo gesso e stucco non sempre distinguibili. Dimensioni: alt. cm. 68,5; largh. cm. 67; spessore massimo senza rilievo cm. 9; aggetto massimo del rilievo cm. 10.

Di restauro: la patina scura impedisce di distinguere con certezza le parti antiche da quelle moderne di restauro.

Due figure maschili nude con una clamide, dal fisico atletico e possente, sembrano a colloquio fra loro. Hanno la fisionomia di due eroi antichi. Quello di sinistra è in piedi, di profilo, con le gambe incrociate, appoggiato a un bastone puntato a terra. Quello di destra è seduto su una pietra cubica su un rialzo roccioso, contro un’apertura ad arco con capitelli tuscanici e ghiera liscia. Porta calzari ornati. Poggia il braccio sinistro su una spada distesa sulla gamba e porta la mano opposta alla spalla corrispondente, tenendo il gomito sulla coscia e la mano chiusa a tenere qualcosa. Accanto c’è un cane.
Il rilievo è stato interpretato come un frammento di fronte di sarcofago, la cui raffigurazione apparteneva al ciclo Troiano o al mito di Oreste (Itinerario…2000; Beschi 1994). Inoltre, è stato proposto di identificare il personaggio seduto con Odisseo, forse a colloquio con Diomede (Le Antichità… 2000).

Firenze, Palazzo Medici, loggia del giardino (Vasari 1568).
Già il Milanesi (1879) identificò il rilievo con uno dei “quadretti”— quello raffigurante “duoi ignudi” — che Giorgio Vasari (1568) vide nella loggia del giardino (vedi schede di: Putto che porta un fulmine di Giove; Bassorilievo con Cacciatore; Kairos) (Beschi 1983). Il biografo racconta che tali rilievi furono copiati da Mariotto Albertinelli intorno ai vent’anni (dunque nel 1494 circa).
Insieme con il bassorilievo con Cacciatore è una delle pochissime opere mobili di collezione medicea che non hanno mai lasciato il Palazzo.
La scultura, difficilmente leggibile prima di un adeguato restauro, risulterebbe databile nella prima o nella media età imperiale (Le Antichità… 2000).