La ballerina
I sec. d.C.
Luogo:
Firenze, Palazzo Medici Riccardi, galleria negli appartamenti prefettizi
Marmo greco a grana grossa (testa), marmo bianco a grana fine (statua e restauri); h. cm. 156, con la base cm. 172.
La statua, nota come “la ballerina”, è uno dei gioielli della collezione di marmi antichi appartenuta ai Riccardi. Oggi non è esposta in quanto è conservata negli appartamenti prefettizi al primo piano, nella galleria affacciata sul lato meridionale del cortile delle Colonne.
Rappresenta una fanciulla con peplo stretto poco sopra la vita, fermato con una fibula sopra una spalla. La veste come spinta dal vento aderisce alle gambe della giovane, che incede con grazia come se mantenesse l’equilibrio in un passo di danza, tenendo le braccia aperte.
La testa e il collo, pur essendo antichi, non appartengono alla statua originaria ma sono state inserite in un restauro moderno. Sono aggiunte di restauro le braccia e i piedi.
La statua è una buona replica del I secolo d. C. da un’originale ellenistico, raffigurante una Vittoria priva di ali. Tali sculture erano poste agli angoli del frontone di un tempio in funzione di acroteri.
Casino di Valfonda.
La statua è menzionata negli inventari della collezione Riccardi come “ballerina”, “saltatrice”, “femmina danzante”.
Nella prima metà del Seicento (1642) la Ballerina era esposta nella “Stanza dello Studio” nel Casino di Valfonda di proprietà dei Riccardi. In tale luogo la descrive il Cinelli (1677), che ne ammira la “grazia” e la leggiadria, nota i “sottilissimi panni” sotto i quali “lo gnudo tutto si riconosce”, e la reputa “una delle più meravigliose statue che de gl’antichi scalpelli vista si sia”.
Fu quindi trasferita nel palazzo di via Larga e esposta su un piedistallo nella stanza dei Bassorilievi, nella sistemazione curata da Giovan Battista Foggini alla fine del Seicento. Fu probabilmente lo stesso Foggini a provvedere al restauro dell’opera antica.
Rimase in questa sala anche quando il palazzo, ceduto dai Riccardi al demanio (1814), venne occupati da uffici pubblici. Per preservarla, fu quindi spostata ma senza allontanarla da Palazzo Medici Riccardi.