Oggi aperto
9:00 - 19:00

San Girolamo nello studio

Periodo:

datato 1442 (vedi Iscrizioni); 1435 circa, datazione probabile.


Luogo:

Detroit, Detroit Institute of Arts


Carta su tavola (quercia), cm. 20,6 × 13,3.

Il piccolo dipinto, di proporzioni simili a una miniatura, raffigura San Girolamo in abito cardinalizio con il leone ai suoi piedi all’interno di uno studiolo. Il personaggio è intento a leggere tenendo la testa appoggiata a una mano, cioè con l’atteggiamento meditativo proprio dello studioso. Sul tavolo e sulle mensole dietro la tenda, si trovano libri con coperte in cuoio e vari oggetti, fra cui strumenti per la scrittura, una lettera, una clessidra, un astrolabio, un ampolla in vetro, un barattolo per piante officinali.
Sofronio Eusebio Girolamo, noto come San Girolamo, fu Padre e Dottore della Chiesa cristiana. Nacqueintorno al 347 a Stridone, al confine fra la Dalmazia e la Pannonia e morì il 30 settembre del 419/420. Si dedicò alla penitenza e allo studio. Grande conoscitore e raffinato interprete delle Sacre Scritture, Girolamo è autore della Vulgata, la prima traduzione completa della Bibbia in lingua latina, poi divenuta il testo ufficiale della Chiesa latina.
L’abito cardinalizio ricorda quello concesso a Girolamo da papa Damaso I, quando era suo consigliere a Roma. L’ambientazione dello studiolo, intende evidenziare la figura dell’erudito e del teologo, rispetto a quella del penitente. Il leone è uno degli attributi di san Girolamo più consueti e richiamal’amicizia leggendaria instauratasi fra l’eremita e l’animale nel deserto.
Nel dipinto di Detroit San Girolamo, di solito rappresentato anziano con barba e capelli bianchi, ha i tratti di Niccolò Albergati, divenuto dal 1426 fino alla sua morte nel 1443 cardinale presbiterio della chiesa di Santa Croce in Gerusalemme come recita la scritta sulla lettera (Firenze e gli antichi Paesi Bassi… 2008, con bibliografia precedente).

Firenze, Palazzo Medici, studiolo di Lorenzo il Magnifico (1492) (?). Intorno al 1924 acquistato dal mercante d’arte Paul Bottenweiser a Berlino, da una famiglia aristocratica tedesca; nel 1925 venduto al Detroit Institute of Arts.
Il dipinto, in passato attribuito a Petrus Christus, è stato di recente riferito a Jan van Eyck o a un suo stretto seguace. La data “1442” rintracciata alla destra dell’alto schienale collocherebbe l’opera un anno dopo la morte di van Eyck, ma è dubbio se sia stata apposta appena conclusa l’opera o in un momento successivo.
L’opera è stata messa in relazione con una citazione dell’inventario dei beni del Magnifico del 1492, in cui è descritto un prezioso quadretto fiammingo raffigurante un San Girolamo nello studio, “opera di Giovanni di Bruggia”, chiuso entro una busta in pelle e posto nello studiolo di Lorenzo in Palazzo Medici (Friedländer 1925; Hall 1998).
Nei tratti del personaggio sono stati riconosciuti quelli di Niccolò Albergati (Bologna, 1373 – Siena, 9 maggio 1443), nel 1426 nominato da papa Martino V cardinale presbitero della chiesa di Santa Croce in Gerusalemme a Roma. L’iscrizione nella lettera raffigurata nel dipinto farebbe riferimento proprio all’Albergati, che dunque sarebbe il destinatario del piccolo dipinto. Il duca di Borgogna, Filippo il Buono, potrebbe aver ordinato l’opera su carta a Jan van Eyck, suo pittore di corte, per donarla all’Albergati ringraziandolo così di aver partecipato in qualità di legato papale alle trattative di pace fra Inghilterra, Francia e Borgogna, svoltesi ad Arras fra l’agosto e il settembre del 1435.
L’Albergati visse a Firenze gli ultimi anni della sua vita, in esilio con la corte papale. Nel suo testamento nominò esecutore il proprio segretario, Tommaso Parentucelli, futuro papa Niccolò V. L’Albergati stesso oppure Niccolò V potrebbero aver donato il dipinto, ormai su tavola, a Cosimo il Vecchio de’ Medici, amico e banchiere del pontefice (Rohlmann 1994).
Tale ricostruzione però si fonda su indizi, senza trovare un sostegno definito in prove documentarie. Si può comunque asserire con certezza che altre opere di analogo soggetto realizzate a Firenze con tempo risultano affini al San Girolamo di Detroit. Fra queste si ricorda il San Girolamo nello studio affrescato da Domenico Ghirlandaio nella chiesa di Ognissanti a Firenze.
Secondo una ulteriore ipotesi (Eidelberg-Rowlands 1994), il San Girolamo Medici sarebbe identificabile con dipinto a olio con tale soggetto attribuito a Mantegna presente nella raccolta Gonzaga a Mantova, messa all’asta nel 1720-1721. Intorno al 1738 il quadretto Gonzaga giunse in Germania, acquistato dal feldmaresciallo Johann Matthias von der Schulenberg. Potrebbe essere quindi questo il dipinto comprato da Bottenwieser e da questi venduto al museo di Detroit.