Stucchi dipinti e dorati
1521-1522
Committente / Collezionista:
Luogo:
Opera perduta. Già in: Palazzo Medici, piano terreno, sala d’angolo; Firenze, via Cavour, n. 1.
Fra il settembre del 1521 e l’aprile del 1522, Giovanni Nanni detto Giovanni da Udine giunse a Firenze per volere del cardinale Giulio de’ Medici (dal 1523 papa Clemente VII). Attivo a Roma, dove si era dimostrato uno dei più apprezzati collaboratori di Raffaello, Giovanni era molto rinomato per le decorazioni a stucco e grottesche “all’antica”. Poco tempo prima, l’artista friulano aveva lavorato nell’Urbe in Palazzo Madama, proprio per il cardinale Giulio de’ Medici.
In Palazzo Medici, Giovanni decorò i soffitti della sala d’angolo terrena, già ricavata dalla loggia pubblica tamponata, e di uno scrittoio attiguo. Nelle volte realizzò stucchi dipinti e dorati alternati a dipinti in bianco e nero a imitazione dei cammei antichi. Nell’insieme decorativo erano raffigurati motivi vegetali, animali e storie di esponenti illustri di casa Medici, intorno a uno stemma mediceo di forma circolare sostenuto da putti a rilievo. Nella stanza del Palazzo di via Larga, Giovanni mise alla prova le proprie doti di raffinatezza tecnica, levità, naturalismo e libertà inventiva. Le sue “grottesche” di gusto romano destarono nei fiorentini curiosità e sconcerto, come testimonia il Vasari (1568).
Tornato a Roma, l’artista friulano si sarebbe presentato di nuovo a Firenze nel 1532 per decorare con pittura e stucco la volta a lacunari della Sagrestia Nuova in San Lorenzo. Alla morte di Clemente VII, il 25 settembre 1534 lasciò i lavori quasi ultimati.
Le decorazioni in Palazzo Medici sono andate perdute in occasione dei lavori di ristrutturazione della sala e la costruzione della nuova volta a lunette e a vele, realizzati dopo il 1584 e sicuramente entro il 1650.
- W.A. Bulst, Uso e trasformazione del palazzo mediceo fino ai Riccardi, in “Il Palazzo Medici Riccardi di Firenze”, a cura di G. Cherubini e G. Fanelli, Firenze, Giunti, 1990, pp. 98-129, p. 122, con bibliografia.
- A. Cecchi, Le perdute decorazioni fiorentine di Giovanni da Udine, in “Paragone”, XXXIV, 1983, n. 399, pp. 20-44.
- N. Dacos, C. Furlan, Giovanni da Udine, 1487-1561, Udine, Casamassima, 1987, 3 voll..
- L’officina della maniera. Varietà e fierezza nell’arte fiorentina del Cinquecento fra le due repubbliche 1494-1530, catalogo della mostra (Firenze) a cura di Alessandro Cecchi , A. Natali e C. Sisi, Venezia, Marsilio 1996.
- G. Vasari, Le vite dei più eccellenti pittori, scultori, architettori… di nuovo ampliate, Firenze, Giunti, 1568, 3 voll., in “Le opere di Giorgio Vasari”, ed. a cura di G. Milanesi, Firenze, Le Monnier, 1878-1885, 9 voll., I-VII, 1878-1881.