Virgilio, Opera Omnia
XV secolo, sesto decennio
Luogo:
Firenze, Biblioteca Riccardiana
Inventario:
Ricc. 492
Manoscritto mebranaceo, mm. 305 x 200; cc. 254 e una di guardia in principio e un’altra alla fine; scrittura di Niccolò Riccio che si sottoscrive a c. 254v.; legatura in cuoio e cartoni.
Il codice, molto curato nei dettagli, presenta 88 illustrazioni miniate di cui 19 incompiute. Tali illustrazioni sono poste nel margine inferiore delle pagine, all’inizio delle Bucoliche e delle Georgiche e poi in tutta l’Eneide fino a c. 105, dove il testo si interrompe con la morte di Anchise alla fine del III libro.
Le miniature sono attribuite ad Apollonio di Giovanni, esperto anche nella pittura di cassoni e arredi istoriati. Nelle scene figurate le vicende del poema virgiliano vengono attualizzate nei costumi e nelle ambientazioni, che trovano stringenti riferimenti nella Firenze degli anni Cinquanta del XV secolo. Numerose le citazioni di Palazzo Medici (si veda Archivio / Iconografia).
Nonostante i continui rimandi all’ambiente mediceo, nessun stemma o insegna araldica documenta la committenza della famiglia. Questa è piuttosto da attribuirsi ad una famiglia prossima ai Medici, che gli studi recenti tendono a identificare con gli Acciaioli.
Importanti punti di riferimento cronologico sono: l’edificazione di Palazzo Medici e la decorazione della cappella dei Magi con gli affreschi del Gozzoli, la morte di Cosimo il Vecchio (1464) e quella di Apollonio (1465).