Oggi chiuso

La camera da letto e i suoi arredi

Periodo:

XIV – XVI secolo


Firenze e Toscana

Fino ai primi del XVI secolo, la camera da letto è l’ambiente più importante della casa, in quanto è quello dove si svolge la maggior parte della vita quotidiana. Si può ricostruire l’assetto di tali ambienti grazie agli inventari ancora esistenti, ma soprattutto grazie alle fonti iconografiche pervenute.
La stanza era di solito abbastanza ampia di solito situata in posizione arretrata rispetto alla strada, nell’interno della casa. Aveva il soffitto ligneo intagliato, dipinto e dorato, e il pavimento in cotto. Le finestre erano ‘impannate’, cioè erano dotate di tele di lino cerate stese entro intelaiature di legno, al posto dei vetri. La luce era schermata da imposte lignee snodabili, che permettevano di dosare l’apertura. Le pareti erano rivestite da paramenti di tessuto dipinto, di cuoio oppure (specie nel Quattrocento inoltrato) da pannelli lignei intagliati e intarsiati, detti ‘spalliere’ in quanto stavano ‘a spalla’ dei mobili.
L’arredo più importante era ovviamente la monumentale la ‘lettiera’, la cui struttura era in legno. Era fornita di tre materassi, cuscini imbottiti di piume o lana, lenzuola di lino, coperte di lana e un copriletto di seta, velluto o tessuto ad arazzo. Alcuni letti erano forniti di rotelle, altri invece erano smontabili. La testata o testiera, con cornice aggettante, era a parete e si integrava con la spalliera. La lettiera era chiusa da un tendaggio (‘cielo’) appeso al soffitto o da un padiglione sospeso, che garantiva riservatezza e favoriva il tepore del giaciglio. Inizialmente privo di colonne, nel corso del Cinquecento il letto assunse una struttura a baldacchino.
Intorno al letto, molto alto e di solito in posizione centrale, erano dislocati panche o forzieri a coperchio piatto. Questi ultimi servivano per riporre vestiti, biancheria e altro, ma fungevano anche da seduta o gradino come le panche. Altri forzieri (o cassoni, come i chiama il Vasari) erano alle pareti. I cassoni venivano dipinti, dorati a pastiglia e intarsiati. I più importanti erano quelli nuziali, cioè una coppia di cassoni di solito istoriati e con l’arme di famiglia, realizzati in occasione delle nozze e portati in dote dalla sposa. Nel Quattrocento i cassoni venivano dipinti anche nella parte interna del coperchio così da diventare elemento ornamentale anche una volta aperti e appoggiati a parete. Nel Cinquecento al cassone dipinto e dorato si andò sostituendo quello lavorato a intaglio. Di solito il forziere da viaggio aveva la cassa rinforzata da strutture in ferro e spesso rivestita in cuoio. I cofani erano meno sontuosi, di frequente dipinti. Quelli di dimensioni piccole (cofanetti) erano utilizzati per riporre medaglie, monete, gioielli. I cassoni erano spesso forniti da spalliera, da mettere a parete.
Altro importante arredo delle camere rinascimentali più sontuose era il ‘lettuccio’, una sorta di cassapanca posto su una pedana e dotato di alto schienale, sontuosamente decorato a intaglio e a intarsio o dipinto. Come nella testata del letto, così anche nel lettuccio il cornicione aggettante sulla sommità serviva anche come mensola d’appoggio per oggetti. La seduta del lettuccio era occupata da piccoli materassi e cuscini perché serviva per il riposo diurno.
Dalla metà del XV secolo le spalliere – che ricoprivano almeno i due terzi delle pareti della stanza, insieme alle testiere dei letti e agli schienali dei lettucci – e le fronti dei cassoni potevano includere anche pannelli di formato rettangolare (di taglio orizzontale) con dipinti a carattere narrativo che spesso formavano cicli figurativi unitari.Al di sopra delle pannellature lignee a parete erano collocati altri dipinti, bassorilievi, stauette busti scolpiti, questi ultimi poggianti sui cornicioni.
Nella camera da letto vi erano arredi preposti alla devozione famigliare, quali tondi dipinti o a rilievo, piccoli tabernacoli centinati (‘colmi’), tabernacoli a sportelli. Le immagini della Madonna col Bambino potevano inoltre essere in gesso, terrecotte, stucchi e cartapesta. Numerosi erano anche i ritratti, dipinti in busti scolpiti.
Un oggetto caratteristico dell’arredo della camera era il desco da parto, che era un vassoio ligneo di forma circolare molto grande, dipinto spesso su due lati, che veniva realizzato nell’imminenza di nascite e serviva per portare le vivande al letto della puerpera dopo il parto.
soggetti rappresentati in spalliere, lettucci, forzieri, cornici, deschi da parto erano perlopiù allegorici o più frequentemente narrativi, desunti dal mito, dalla storia romana, dai testi biblici, dai poemi cavallereschi, dagli scritti di Petrarca e Boccaccio.

Elementi correlati