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Giuliano da Sangallo

Estremi biografici:

Firenze, 1445-1516


Attività:

Architetto, ingegnere militare e idraulico, scultore, intagliatore


Link:

Rijksmuseum, Amsterdam

Figlio primogenito del legnaiolo Francesco di Bartolo Giamberti, Giuliano era fratello di Antonio da Sangallo il Vecchio. Entrambi si formarono in un ambiente di scalpellini e architetti. Fin dal 1465 Giuliano soggiornò a Roma per studiare monumenti ed edifici antichi, pratica a cui si dedicò ripetutamente nella sua vita. L’ampio corpus di disegni testimonia tali studi, insieme a progetti architettonici e invenzioni di macchine e strumenti meccanici, come dispositivi per spostare piramidi e obelischi. Gli interessi tecnici di Giuliano sono documentati in particolare dal Codice Barberiniano della Biblioteca Vaticana e dal Taccuino senese. Fino al 1473 Giuliano risulta impegnato presso la corte pontificia come “maestro muratore”. Tornato a Firenze si dedicò a lavori di intaglio, in particolare Crocifissi e arredi per i frati serviti della Santissima Annunziata, e contemporaneamente si impegnò in opere di ingegneria militare, che gli permisero di entrare in contatto con i Medici. Divenne così l’architetto prediletto da Lorenzo il Magnifico, che nel 1480 gli commissionò la villa di Poggio a Caiano, prototipo della villa rinascimentale italiana. Massimo erede e interprete della lezione di Filippo Brunelleschi, Giuliano diede un importante contributo all’elaborazione dell’architettura a pianta centrale con la chiesa di Santa Maria delle Carceri a Prato, anch’essa voluta dal Medici, la prima chiesa rinascimentale a croce greca e massimo capolavoro dell’artista. Tali meditazioni sulla formula a pianta centrale ebbero un’ulteriore applicazione nella sagrestia della chiesa di Santo Spirito, anch’essa affidata dal Magnifico (1489-1492). Chiamato a dare un parere sulla facciata della medesima chiesa, Giuliano sostenne l’idea brunelleschiana a quattro porte, poi mai attuata. Intorno al 1488 Giuliano edificò la chiesa e il monastero a porta San Gallo, che il Magnifico donò all’agostiniano fra’ Mariano da Gennazzano. Tale edificio, secondo il Vasari (1568), valse a Giuliano l’appellativo ‘da San Gallo’. In realtà, tale denominazione comune a tutti i familiari derivava forse dal fatto che nel 1477 i Giamberti avevano acquistato un fondo presso porta San Gallo. Nel frattempo Giuliano continuava a offrire consulenze di ingegneria militare, per esempio in occasione dell’assedio di Sarzana e per la fortezza di Poggio Imperiale a Poggibonsi, contribuendo in modo decisivo allo sviluppo della fortificazione moderna. Per ordine del Magnifico, fornì progetti per il palazzo del re di Napoli. Nel 1490 iniziò la costruzione del palazzo di Francesco Gondi, conclusa nel 1501. L’anno seguente entrò nella commissione incaricata di giudicare le prove di concorso per la facciata del Duomo fiorentino, indetto dal Magnifico. Morto il Medici nel 1492, Giuliano svolse una intensa attività fuori Firenze, in particolare a Sarzana, Siena, Milano, dove incontrò Leonardo. Andò in Francia nel 1494 e poi nel 1496, quando presentò a re Carlo VIII il progetto per un palazzo. Ai primi del Cinquecento, operò molto presso la corte pontificia, pur senza perdere i contatti con Firenze. Partecipò così alle grandi imprese architettoniche e urbanistiche promosse da Giulio II e poi da Leone X, insieme a Bramante, Fra’ Giocondo, Raffaello e Michelangelo. Fino al 1515 fu capomastro della fabbrica di San Pietro. Tornato a Firenze vi morì l’anno seguente. Ebbe un figlio, Francesco, che divenne scultore.

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