Oggi aperto
19:00 - 19:00

Luigi Pulci

Estremi biografici:

Firenze, 1432 - Padova, 1484


Attività:

Poeta


Nato a Firenze nel 1432, Luigi Pulci apparteneva a una famiglia di nobili origini, forse francesi, ma rovinata economicamente. Per questo motivo condusse una vita difficile per fronteggiare ristrettezze e disavventure insieme ai fratelli Bernardo e Luca.
Dopo essersi dedicato ai possedimenti familiari in Mugello, il Pulci entrò al servizio di F. Castellani come scrivano e ragioniere.
Grazie alle sue doti di rimatore con vena popolaresca, nel 1461 ottenne uno stipendio dai Medici. In particolare con Lorenzo il Magnifico stabilì un rapporto di cordiale amicizia. Bene introdotto in casa Medici, bene accetto alla madre del Magnifico, Lucrezia Tornabuoni, e poi alla moglie, Clarice Orsini, Luigi Pulci rimase a lungo l’unico poeta volgare di spicco nella cerchia medicea. Proprio su invito di Lucrezia, nel 1461 il Pulci iniziò il Morgante, un poema cavalleresco vivacissimo con inserti paradossali ed ironici. Già letto e recitato nella cerchia medicea nel 1468, il capolavoro letterario fu dato alle stampe parzialmente fino al XXIII cantare nel 1478 e poi portato a compimento e pubblicato per intero nel 1483.
Intanto nel 1469 il Pulci scrisse la Giostra di Lorenzo, ottave che celebrano la vittoria riportata da Lorenzo il Magnifico nel torneo cavalleresco del 1469. Il Magnifico gli assegnò incarichi pubblici di poco conto inviandolo in varie città (a Pisa, Camerino, Foligno, Napoli, Roma, Bologna, Milano, Venezia e in Francia). Il Pulci approfittò di tali occasioni per svolgere i propri affari.
Ma i rapporti del letterato col Magnifico si incrinarono, da quando il Pulci cominciò ad essere sospettato di miscredenza e pratiche magiche. La rottura definitiva si ebbe quando accese una polemica aspra e insostenibile con Matteo Franco e Marsilio Ficino.
Il Pulci dovette così cercare altrove protezione e passò al servizio di Roberto da Sanseverino, capitano di ventura conosciuto nel 1473 e impegnato con il governo fiorentino. Da allora il letterato dovette più volte lasciare Firenze e le tenute nel Mugello per assolvere a incarichi in varie località. Morì in occasione di un viaggio a Padova, dove fu sepolto in territorio sconsacrato perché accusato di eresia.
Il Morgante, già molto divulgato e conosciuto, fu oggetto delle censure di Girolamo Savonarola che ne bruciò vari esemplari nei “roghi delle vanità” alla fine del secolo.

  • S. Carrai, Pulci, Luigi, voce in “Letteratura Italiana. Gli Autori. Dizionario biografico e indici”, vol. II, Torino, Einaudi, 1991, pp. 1459-1460.
  • R. Cesarani, Pulci, Luigi, voce in “Dizionario critico della letteratura italiana”, diretto da V. Branca con la collaborazione di A. Balduino, M. Pastore Stocchi, M. Pecoraio, Torino, Einaudi, 1986, 4 vol., III, pp. 560-565.
  • M. Messina, Pulci, Luigi, voce in “Enciclopedia dantesca”, Roma, Treccani, 1970-1976, 6 voll., IV, 1973, pp. 738-739.
  • Sandro Botticelli. Pittore della Divina Commedia, catalogo della mostra (Roma), Milano-Ginevra, Skira, 2000, 2 voll, I, pp. 92-95.