Santi Cosma e Damiano
secc. III-IV ?
Attività:
Medici, santi
Le notizie sui santi Cosma e Damiano sono molto scarse. Secondo la tradizione, erano fratelli gemelli e praticavano entrambi la professione di medico in maniera disinteressata. Vennero infatti detti “anagiri”, cioè “senza argento” dunque “senza denaro”. Solo una volta, Damiano, contro la volontà di Cosma, avrebbe accettato tre uova come compenso da una donna, Palladia.
Nati in Arabia, si dedicarono alla cura dei malati dopo aver studiato l’arte medica in Siria. Attraverso la pratica della medicina svolgevano il loro apostolato di cristiani.
Si racconta che furono torturati e decapitati a Ciro, città vicina ad Antiochia in Siria (oggi Antakya in Turchia), durante le persecuzioni di Diocleziano (tra il 284 e il 305, forse nel 295 o nel 303). Un’altra tradizione invece racconta che furono uccisi a Egea di Cilicia, in Asia Minore, per ordine del governatore Lisia, e poi traslati a Ciro.
Il loro culto si diffuse prima in Oriente e poi in Occidente ed è attestato fin dal V secolo. Sul luogo della loro sepoltura a Ciro venne costruita una chiesa che poi Giustiniano volle ingrandire (VI sec.). A Costantinopoli venne eretta una basilica in loro onore, dove i fedeli giungevano sperando in una guarigione miracolosa. A Roma, per volere di papa Felice IV (526-530) fu loro dedicata un’altra chiesa costruita congiungendo le strutture di due templi antichi nel foro romano.
Il loro nome venne inserito nel canone della messa probabilmente nel VI secolo.
Considerati protettori di medici, chirurghi, farmacisti e parrucchieri, nella Firenze del XV secolo furono adottati dalla famiglia Medici come patroni della stirpe. Infatti la loro immagine ricorre di frequente nelle opere commissionate dai Medici fra Quattro e Cinquecento.
Nei dipinti dell’Angelico, Filippo Lippi, Botticelli e altri, i due santi sono rappresentati con un abbigliamento che evidenzia lo status sociale di medico. Portano infatti una veste corta stretta in vita, sulle spalle un manto rosso foderato all’interno di pelliccia di vaio, una berretta circolare rossa e calze suolate rosse. Secondo la tradizione di solito hanno in mano la palma del martirio e strumenti professionali (il cofanetto dei medicinali e degli unguenti o strumenti chirurgici come pinzette).
Itinerario:
I santi Cosma e Damiano, medici e taumaturghi, sono rappresentati di frequente in opere del Rinascimento connesse con il mecenatismo dei Medici.
Forse si deve a Cosimo il Vecchio l’adozione dei due santi come patroni di se stesso e della propria stirpe, per l’analogia semantica fra il cognome “Medici” e la professione da essi pratica, ma anche per l’affinità fra il nome “Cosimo” e il nome “Cosma”. Da allora i due santi appaiono di frequente raffigurati in dipinti commissionati dai discendenti di Cosimo il Vecchio fino a Cosimo I, granduca di Toscana, alcune delle quali si menzionano nel presente itinerario fiorentino .
Nel 1553 Alessandro de’ Medici, primo duca di Firenze, chiese a Benvenuto Cellini di coniare un nuovo fiorino, recante la propria effigie di profilo sul diritto e quella dei due santi abbigliati all’antica nel rovescio.
I santi Cosma e Damiano sono rappresentati di solito con una veste rossa bordata di pelliccia, berretta rossa e calze suolate rosse, proprie di notabili e intellettuali. Loro attributi sono la palma del martirio e la scatola degli unguenti.
- L. Sebregondi, Cosma e Damiano. Santi medici e medicei, in “Cosma e Damiano dall’oriente a Firenze”, a cura di E. Giannarelli, Firenze, Edizioni della Meridiana, 2001, pp. 75-105.