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Vieri di Cambio

Estremi biografici:

Firenze, 1323-1395


Attività:

Banchiere


Nella seconda metà del secolo mentre i discendenti di Averardo investivano le proprie energie soprattutto nei beni fondiari in campagna e negli immobili in città, Vieri di Cambio di Lippo di Chiarissimo si costruiva un’ingente fortuna con la propria attività finanziaria. Al contrario di molti suoi famigliari ebbe una condotta irreprensibile. Si mostrò a favore del popolo, ma fu ossequioso alle istituzioni pubbliche e alieno da ambizioni politiche. Divenne così uno dei cittadini più ricchi e stimati di Firenze. In occasione del tumulto dei Ciompi fu nominato fra i 64 cavalieri del popolo. Ma anche dopo la caduta del regime nel 1382 Vieri e il fratello Giovanni rimasero fra i cittadini più interpellati dal nuovo governo comunale.
Fra il 1348 e il 1392 Vieri intraprese una attività finanziaria e bancaria su larga scala, fondando una compagnia con filiali in varie città di Europa. Nella propria compagnia Vieri assunse come apprendisti, poi come fattori e infine come soci minoritari, Francesco e Giovanni di Averardo detto Bicci del ramo di Chiarissimo. Grazie alla dote portata dalla moglie Piccarda Bueri, nel 1385 Giovanni rilevò la succursale romana del banco di Vieri che lui stesso dirigeva. Nel 1393 Vieri, stanco e anziano, si ritirò dagli affari e lasciò il banco a lontani parenti. I figli, Niccolò e Cambio gli subentrarono solo più tardi, dimostrando però grande incompetenza tanto da essere costretti alla chiusura.
Dopo il ritiro di Vieri, Giovanni di Bicci iniziò una attività in proprio e nel 1397 aprì la sede della propria compagnia a Firenze. Dette così vita al nuovo banco Medici che avrebbe accompagnato la grande ascesa dei discendenti di Giovanni di Bicci.

  • R. De Roover, Gli antecedenti del Banco Mediceo e l’azienda bancaria di messer Vieri di Cambio de’ Medici, in “Archivio Storico Italiano”, CXXIII, 1965, pp. 3-13.