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Battaglia

Autore:
Periodo:

1479 circa


Committente / Collezionista:
Luogo:

Firenze, Museo Nazionale del Bargello


Inventario:

inv. Bronzi (1879), n. 258


Bronzo, cm. 45 x 99.

Il rilievo bronzeo rappresenta una scena di battaglia in cui si contrappongono guerrieri nudi, possenti e atletici, con eleganti cimieri, in groppa a cavalli lanciati nella corsa. La composizione mostra una particolare eleganza e raffinatezza, con particolare attenzione alla resa plastica dei nudi in movimento, modellati pressoché a tuttotondo, e alla varietà delle pose e dei movimenti. L’artista si è ispirato al rilievo marmoreo con Scena di battaglia nel fronte di un sarcofago nel Camposanto di Pisa (inv. n. C 21 est), allora già noto. L’opera di arte romana, collocabile all’inizio del III sec. a.C., rappresenta la vittoria dei romani guidati da un generale contro i barbari. Gli ingenti danni e le vaste lacune del modello antico hanno portato Bertoldo a interpretare liberamente le parti mancanti del rilievo marmoreo. Al posto del generale romano, che nel sarcofago doveva essere in origine posto in corrispondenza della lacuna centrale, Bertoldo ha inserito Ercole a cavallo con elmo alato, riconoscibile dalla pelle di leone, annodata intorno ai fianchi, e dalla clava in pugno. Le figure delle Vittorie, dotate di ali e vestite con peplo, poste alle estremità della lastra, erette sui vinti accasciati a terra e incatenati con le mani dietro la schiena, sono fra le parti riprese dal modello antico, meglio comprese, anche se riproposte quasi nude esaltando la bellezza delle forme. Il soggetto del rilievo bronzeo di Bertoldo è stato interpretato come Ercole che lotta contro i giganti, inteso come un’allegoria di Firenze – che vedeva solitamente in Ercole uno dei suoi simboli più cari – che si difende valorosamente dai suoi nemici più brutali (Draper 1992).

Firenze, Palazzo Medici (1492); Guardaroba Medicea (almeno dal 1560); Galleria degli Uffizi (dal 1769); Museo Nazionale del Bargello (dal 1873/1879). Nel 1492 il rilievo della Battaglia si trovava in Palazzo Medici sopra un camino nell’appartamento di Lorenzo il Magnifico al primo piano, nella saletta adiacente alla sala grande, come documenta l’inventario stilato in tale anno (vd. Inventari). Dunque la posizione rialzata, a cui era stata probabilmente fin dall’inizio destinata la lastra, spiega il rilievo delle figure sempre più aggettante dal basso verso l’alto. L’opera, che si ispira alla Scena di battaglia nel fronte di un sarcofago nel Camposanto di Pisa (inv. n. C 21 est), fu probabilmente realizzata dopo che Bertoldo aveva accompagnato il Magnifico in una visita nella città toscana e presso la sua università alla fine degli anni settanta del Quattrocento. Tale cronologia potrebbe ben attagliarsi alla scelta del soggetto, che potrebbe essere Ercole che lotta contro i giganti e potrebbe quindi riferirsi alle tensioni e alle guerre conseguenti alla Congiura dei Pazzi (1478; Draper 1992). Altra datazione proposta è il 1480-85 (Collareta in Itinerario… 1992). La Battaglia di Bertoldo era ancora nel palazzo di via Larga, quando lì risiedeva Alessandro I, duca di Firenze. Seguì quindi il destino di molti altri bronzi della collezione laurenziana. Passato di proprietà a Cosimo I de’ Medici, fu trasferito nella Guardaroba di Palazzo Vecchio, nella sala dei bronzi moderni degli Uffizi e infine nel Museo Nazionale del Bargello.