Bertoldo di Giovanni
Firenze 1440-1491
Attività:
scultore
Nato a Firenze verso il 1440, Bertoldo di Giovanni di Bertoldo entrò nella bottega di Donatello verso il 1455, dove probabilmente rimase a lungo fino alla morte del maestro. Collaborò alle ultime opere del grande scultore, fra cui i pulpiti in San Lorenzo a Firenze (1465 circa).
Nell’ambito della sua esperienza di raffinato bronzista, Bertoldo divenne presto un apprezzato medaglista: nel 1469 faceva medaglie per l’imperatore Federico III e Filippo de’ Medici, arcivescovo di Pisa. Entrato nell’orbita dei Medici, stabilì in particolare un rapporto di amicizia con Lorenzo il Magnifico, che fra l’altro soleva accompagnare in gite in campagna e nei soggiorni alle terme ai Bagni di Morba.
Nel 1473 Lorenzo chiese allo scultore alcuni bronzi da inviare in dono a Ercole I d’Este in occasione del suo matrimonio (fra cui Ercole a cavallo, Modena, Galleria Estense). Agli anni seguenti appartengono opere di intenso lirismo e patetica espressività, realizzate sempre in bronzo e in piccolo formato, come la Crocifissione ora al Museo del Bargello. Esperto conoscitore e restauratore di reperti archeologici, col tempo Bertoldo maturò un raffinato gusto umanistico intriso di motivi e temi desunti dall’antico, che ben si manifesta nei suoi caratteristici bronzetti, quale il Bellerofonte e Pegaso (Vienna, Kunsthistorisches Museum), o nel rilievo sempre in bronzo la Battaglia fra romani e barbari (ancora al Museo del Bargello).
In occasione della congiura dei Pazzi (1478), Bertoldo disegnò la medaglia a due facce con i ritratti di Lorenzo il Magnifico e del fratello Giuliano de’ Medici, quest’ultimo rimasto ucciso nell’attentato. Nel 1480 circa fece la medaglia di Maometto II, che il Magnifico voleva come alleato. Successivamente lo stile dell’artista andò declinando, pur mantenendo una forte espressività.
Fra il 1483 e il 1484 Bertoldo fu a Padova a concorre per la commissione per alcuni rilievi destinati alla Basilica di Sant’Antonio; ma tale commissione fu data a Bartolomeo Bellano.
Intorno al 1488 il Magnifico affidò a Bertoldo la direzione del giardino delle sculture in piazza San Marco a Firenze, incaricandolo del restauro e della conservazione dei marmi archeologici ivi conservati. Per volere del Medici, Bertoldo aprì il giardino di San Marco ai giovani che volevano fare pratica di disegno su modelli antichi e moderni: in quegli anni Michelangelo fu fra coloro che frequentarono tale ambiente, libero dai vincoli propri della tradizionale bottega.
Fra gli allievi di Bertoldo si ricordano: Baccio da Montelupo, Giovan Francesco Rustici, Jacopo Sansovino. Morì a Poggio a Caiano nel 1491, pochi mesi prima del Magnifico.
- J.D. Draper, Bertoldo di Giovanni, sculptor of the Medici household. Critical reappraisal and catalogue raisonné, Columbia (Mo.), University of Missouri Press, 1992.
- L.A. Waldman, Bertoldo di Giovanni di Bertoldo (again), in “The Burlington Magazine”, CXLIII, 2001, p. 758.
- L. Syson, Bertoldo di Giovanni, republican court artist, in “Artistic Exchange and Cultural Translation in the Italian Renaissance City”, a cura di S.J. Campbell e S.J. Milner, Cambridge, Cambridge University Press, 2004.
- L. Böninger, L. Boschetto, Bertoldo di Giovanni. Nuovi documenti sulla sua famiglia e i suoi primi anni fiorentini, in “Mitteilungen des Kunsthistorischen Institutes in Florenz”, XLIX, 2005 (2006), pp. 233-268.