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Erote dormiente

Autore:
Periodo:

Copia di età tardo romana imperiale, da prototipo medio-ellenistico


Committente / Collezionista:
Luogo:

Firenze, Galleria degli Uffizi


Inventario:

inv. 1914 n. 392.


Link:

Gallerie degli Uffizi

Marmo bianco a grana media, lungh. cm. 69.

Di restauro: ala destra; punta del naso; mano destra con le capsule di papavero; dita della mano sinistra; il sesso; gambe dal ginocchio ai piedi con porzione della clamide e della base sottostante all’integrazione (cfr. Itinerario… 1992).

Il piccolo Erote, dai tratti infantili e dotato di ali, giace addormentato su una superficie rocciosa coperta da un mantello (clamide). Poggia la testa su un cuscino a sacco e sul proprio braccio sinistro; spalle e torace sono girate su un fianco; il braccio destro gira dalla parte opposta poggiando sul panneggio; il resto del corpo dalla vita in giù è supino; le gambe sono divaricate. Nella mano destra il fanciullo tiene due capsule di papavero, vicino ad una farfalla distesa. Tali attributi propri di Hypnos, associati a Cupido dormiente, richiamano il sonno eterno e l’oblio della morte. La scultura dunque doveva avere una destinazione funeraria.

Napoli, collezioni di Ferdinando I d’Aragona (1490 ca.) (?); Firenze, collezioni di Lorenzo il Magnifico; Guardaroba Medicea (dal 1553) (?); Tribuna degli Uffizi (1589-1784); Galleria degli Uffizi.
La scultura è databile in età antonina e trae spunto da un tipo che risale all’originale bronzeo di epoca medio-ellenistica, conservato al Metropolitan Museum di New York. Diversamente da tale modello, l’opera marmorea presenta attributi (papavero, farfalla) che rimandano ad un ambito funerario, a cui evidentemente era destinata. Come racconta il Vasari (1568), Lorenzo il Magnifico ricevette in dono da Ferdinando d’Aragona re di Napoli, per il tramite di Giuliano da Sangallo, alcune sculture antiche: un Cupido dormiente, una testa di Adriano e “una femmina ignuda”. Lo stesso Vasari afferma che tale Cupido si trovava nella Guardaroba del duca Cosimo, al momento in cui scriveva le Vite (1568). Il Cupido del Magnifico servì probabilmente da modello al Cupido dormiente scolpito da Michelangelo nel 1496 a Firenze e, attraverso vari passaggi, pervenuto nel 1502 nelle raccolte mantovane dei Gonzaga. Uno dei Cupidi dormienti disegnati in un inventario illustrato, che registra le opere della collezione Gonzaga offerte alla corona inglese (Busti e statue nel giardino di Whitehall, XVII sec.; Windsor Castle, The Royal Library), documenterebbe l’aspetto della scultura di Michelangelo e quindi indirettamente quello del modello antico di collezione medicea. Il confronto fra i disegni dell’album di Windsor e le descrizioni negli inventari gonzagheschi fino a quello del 1627 (l’ultimo antecedente alla vendita della raccolta mantovana a Carlo I d’Inghilterra) ha portato la critica a identificare la scultura antica di collezione medicea in questo di marmo bianco (Beschi 1983; Bober-Rubinstein 1986; Parronchi 1992) o nell’Erote di marmo nero ancora agli Uffizi (inv. 1914 n. 279). Documentato nella Guardaroba Medicea dal 1553, l’Erote dormiente in marmo bianco entrò in Tribuna degli Uffizi nel 1589, dove rimase fino al 1784 (Bocci in Giovinezza… 1999). Allora venne spostato nella “stanza dell’Amore”, sempre in Galleria.