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Soffitto della Cappella dei Magi

Periodo:

Entro il 1459


Luogo:

Firenze, Palazzo Medici Riccardi, Cappella dei Magi


legno di tiglio (?) intarsiato, intagliato, dorato e dipinto.
Dalle indagini effettuate in occasione dell’ultimo restauro (1988-1992) sono state rilevate varie informazioni.
Dai rilievi effettuati risulta che il soffitto sia stato realizzato in legno di tiglio.
Il soffitto dell’aula era ancorato tramite staffe, chiodi e cunei, a quattro travi parallele alle pareti e a loro volta ancorate alla struttura lignea superiore. Il soffitto della scarsella invece era ancorato alle travi inchiodate, che formano il cornicione esterno sulle pareti, e all’architrave sull’apertura fra i due vani.
I colori del soffitto erano il rosso carminio, l’azzurro oltremarino, il bianco e l’oro delle dorature. La doratura è ancora nella stesura originale, data a guazzo applicando foglie spesse d’oro zecchino con colla e acqua su bolo , a sua volta applicato sulla preparazione a base di gesso. La doratura è stata quindi brunita con pietra d’agata.
Per il restauro, si veda Acidini Luchinat 1992 e Marchetti, Consorzio Pegasus, 1992.

Lungo la struttura muraria delle pareti, corre un cornicione sontuoso, adorno da cornici a rilievo con vari motivi decorativi, quali palmette, fusarole e anelli. Tale cornicione funge da sostegno al soffitto ligneo intagliato, dorato e dipinto. Questo è costituito da due parti corrispondenti ai due vani principali della cappella, l’aula e la scarsella.
Nell’aula principale il soffitto ligneo presenta una zona centrale formata a cassettoni quadrati, ciascuno con un fiore a tutto tondo al centro, entro cornici a bande rettangolari con rosoni nei punti di intersezione. L’insieme a sua volta è chiuso da una cornice perimetrale ancora articolata in motivi a riquadri alternati a rosoni, doppia sui tre lati corrispondenti alle pareti della cappella.
Nella scarsella il soffitto è a fondo azzurro, su cui è incastonato al centro, dorato, il monogramma di Cristo entro il sole radiante iscritto entro una cornice circolare. La raffinata cornice è costituita dal ripetersi, a coppie contrapposte, del motivo di tre piume — rispettivamente rossa, bianca e verde —riunite fra loro e chiuse entro coppie di anelli. Nei triangoli fra la cornice circolare e il cornicione quadrato esterno, si trovano quattro anelli con la punta di diamante e il cartiglio intrecciato con la scritta semper, in oro e argento. Piume tricolori, anelli diamantati e il motto semper, sono alcune fra le più celebri divise o – secondo la dicitura moderna — imprese medicee, presenti diffusamente nella decorazione della cappella.
Come sostiene Cristina Acidini (1993 e prec.), il disegno del soffitto è riferibile a Michelozzo, per stile e moduli decorativi. L’esecuzione dell’apparato invece probabilmente si deve a Pagno di Lapo e alle maestranze a lui sottoposte.
L’eleganza del disegno e la ricercatezza della fattura del soffitto della cappella dei Magi come di altri soffitti del palazzo mediceo, trovano pochi esempi paragonabili. Uno di questi, suggerito dall’Acidini, è il soffitto dello studiolo di Federico da Montefeltro nel palazzo ducale di Gubbio, dalla critica assegnato a maestranze fiorentine (New York, Metropolitan Museum).

Nella primavera del 1459, quando Gian Galeazzo Sforza fu ricevuto nella cappella da Cosimo il Vecchio de’ Medici, il soffitto — come il pavimento — erano conclusi e impreziosivano il sacello.
Alla fine del Seicento, quando il palazzo era ormai di proprietà dei Riccardi, la costruzione dello scalone del Foggini comportò un’importante modifica della struttura muraria dell’angolo sud-ovest della cappella, che fu traslata verso l’interno dell’aula: tale manomissione causò ovviamente la perdita di una porzione del soffitto ligneo.
Per le ulteriori notizie storiche riguardanti il soffitto, si veda la Scheda generale sull’ambiente della Cappella dei Magi.