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Ciro Ferri

Estremi biografici:

Roma, 1634 - 1689


Attività:

Pittore


Nato a Roma nel 1634, dopo il 1647 Ciro Ferri frequentò la bottega di Pietro Berrettini detto Pietro da Cortona, appena tornato da Firenze dove aveva lavorato in Palazzo Pitti per il granduca Ferdinando II de’ Medici. Il Ferri divenne uno dei suoi più stretti seguaci di Pietro da Cortona e poi l’interprete più fedele della sua arte. Il 3 giugno del 1657 venne ammesso nell’Accademia di San Luca. Dal 1657 al 1659 affiancò il maestro in alcune delle sue imprese più prestigiose, quali gli affreschi dell’abside nella Chiesa Nuova e i cartoni per i mosaici delle cupole nella navata destra in San Pietro in Vaticano.
Nell’autunno del 1659 Ciro Ferri partì per Firenze, inviato da Pietro da Cortona affinché completasse gli affreschi nell’appartamento granducale in Palazzo Pitti. Nelle sale dette dei Pianeti, ovvero le sale ufficiali affacciate sulla piazza, Ciro Ferri portò a termine la decorazione rimasta incompiuta della sala di Apollo, modificando in parte il progetto di Pietro da Cortona, ma mantenendo un rapporto di diretto confronto con il maestro. Scoperti il 23 febbraio del 1661, gli affreschi con l’apparato decorativo in stucco furono molto apprezzati dalla corte fiorentina. Da allora il Ferri venne sempre considerato l’erede ideale dell’opera del Berrettini. Nel frattempo Ciro Ferri dipinse una pala con l’Immacolata Concezione e quattro santi (1660) per chiesa di San Francesco a Cortona e varie tele per i Medici, i Corsini e i Gerini. Fra queste, si ricorda il dipinto raffigurante Alessandro che legge la poesia di Omero (Firenze, Galleria degli Uffizi, depositi, inv. 1890 n. 1417). Inoltre fornì il cartone per l’incisione con l’Allegoria della famiglia Medici realizzata da François Spierre nel 1664 per l’abate Giovanni Rimbaldesi.
Tornato a Roma, affrescò due lunette nella cappella Cesi in Santa Prassede (1661-1663) e approntò i disegni per sei delle diciotto stampe incise da François Spierre e Cornelius Bloemart sotto la direzione di Pietro da Cortona per il Messale di Alessandro VII Chigi, edito a Roma nel 1662.
Il 3 luglio del 1663 Ciro Ferri tornò a Firenze per affrescare la sala di Saturno a chiusura del ciclo decorativo per l’appartamento dei Pianeti in Palazzo Pitti, stavolta in piena autonomia e svincolato dal controllo di Pietro da Cortona. La sala venne inaugurata il 14 luglio del 1665. Inoltre il Ferri approntò un progetto architettonico per l’arredo della sala del trono o sala di Giove.
Conclusa l’importante commissione medicea, Ciro Ferri andò a Bergamo, dove per due anni fu impegnato in un ciclo ad affresco in Santa Maria Maggiore (1665-1667). Ma nel frattempo manteneva stretti rapporti con la corte medicea e l’aristocrazia fiorentina, intessendo una fitta corrispondenza e inviando dipinti. Nel 1666 realizzò il proprio autoritratto (Firenze, Uffizi, Corridoio Vasariano, inv. 1890 n. 1696) per la collezione del cardinale Leopoldo de’ Medici, a cui aveva già inviato il Miracolo di San Zanobi ( Vienna Kunsthistorisches Museum). Nel 1670 dipinse le Vergini vestali per la granduchessa Vittoria della Rovere (ora a Roma, Galleria Spada). Desideroso di andare a Venezia per approfondire l’uso del colore, non è certo se vi sia mai stato.
Nel 1669, dopo la morte di Pietro da Cortona (16 maggio), Ciro Ferri rientrò a Roma. Ereditò importanti commissioni già del Berrettini, quali i mosaici in San Pietro in Vaticano, i lavori nella chiesa dei Santi Luca e Martina (1674-1679), gli affreschi nella cappella Gavotti in San Nicolò da Tolentino (1674-1677), l’altar maggiore in San Giovanni dei Fiorentini (1673-1676), il ciborio in Santa Maria in Vallicella (1684). Mentre diventava un artista sempre più apprezzato e rinomato a Roma, Ciro Ferri si dedicava con crescente impegno ad approntare disegni preparatori per sculture, architetture, partiti ornamentali, arazzi, frontespizi, stampe, arredi sacri, apparati effimeri e carrozze, dimostrando un’assoluta padronanza del mezzo grafico.
Nel 1673 venne incaricato dal granduca di Toscana Cosimo III di fondare una Accademia con sede a Palazzo Madama, che desse l’opportunità ai giovani artisti fiorentini lì residenti di formarsi e aggiornarsi. Direttore artistico a fianco del Ferri, c’era lo scultore Ercole Ferrata. L’allievo più promettente del Ferri fu Giovan Battista Foggini. Ancora per Cosimo III, Ciro Ferri progettò il nuovo coro di Santa Maria Maddalena de’ Pazzi a Firenze, opera di architettura scultura e pittura che costituisce la prova più autonoma e completa della sua carriera (1676-1679). Inoltre disegnò le stazioni della Via Crucis, poi realizzate in terracotta invetriata dai giovani artisti della accademia fiorentina (1685) per il convento di San Pietro d’Alcantara presso la villa medicea dell’Ambrogiana a Montelupo Fiorentino. Nel 1677 fu contattato dal marchese Francesco Riccardi, che voleva incaricarlo degli affreschi nella Galleria e nella Biblioteca che l’architetto Pier Maria Baldi stava portando a termine nel palazzo di via Larga (1670-1678). Ma il Ferri fece attendere così a lungo il nobile fiorentino, che questi si rivolse a Luca Giordano.
Fra il 1675 e il 1685 affrescò Villa Falconieri a Frascati con le Allegorie della Primavera, dell’Autunno e dell’Inverno in collaborazione con Giovan Francesco Grimaldi, al cui fianco spesso si pose in questi anni. Dal 1681 al 1687 fu Principe dell’Accademia di San Luca.
Morì a Roma il 13 settembre del 1689. Lasciava incompiuta l’affresco con l’Assunzione della Vergine nella cupola in Sant’Agnese in Agone in piazza Navona.

  • Pietro da Cortona et Ciro Ferri, catalogo della mostra (Parigi) a cura di B. Gady, Milan – Paris, 5 Continents, 2011 (‘Cabinet des dessins’; 23).
  • A.M. Crinò, Documenti relativi a Pietro da Cortona, Ciro Ferri, Pietro Tacca, Pier Maria Baldi, Il Guercino e Federigo Zuccaro, in “Rivista d’arte”, XXIV, 1959, pp. 151-157.
  • D.L. Sparti, Ciro Ferri and Luca Giordano in the Gallery of Palazzo Medici Riccardi, in “Mitteilungen des Kunsthistorischen Institutes in Florenz”, XLVII, 2003 (2004), pp. 159-221.
  • S. Prosperi Valenti Rodinò, Ferri, Ciro, voce in The Dictionary of Art, a cura di J. Turner, New York, Grove, 1996, vol. XI, pp. 22-25.
  • L. Falaschi, Ferri, Ciro, voce in Dizionario Biografico degli Italiani, vol. XLVII, Roma, Treccani, 1997, pp. 125-132.
  • P. Pacini, Fasto barocco e rigore monastico per Santa Maria Maddalena de’ Pazzi : la costruzione della cappella-reliquiario di Ciro Ferri, in “Mitteilungen des Kunsthistorischen Institutes in Florenz”, XLVII, 2003 (2004), pp. 375-439.