Galeazzo Maria Sforza
Fermo, 1444 - Milano, 1476
Attività:
Duca di Milano
Figlio primogenito di Francesco I Sforza e Bianca Maria Visconti, Galeazzo Maria nacque nella rocca di Girifalco a Fermo il 24 gennaio 1444.
Il nome del nascituro fu imposto dal nonno materno, Filippo Maria Visconti duca di Milano, che scelse il nome Galeazzo in memoria di suo padre Gian Galeazzo, affiancandolo al secondo nome Maria, come già era stato fatto per se stesso, per suo fratello Giovanni Maria e per sua figlia in ottemperanza a un voto dello stesso Gian Galeazzo. Tale scelta era significativa: l’illustre casata viscontea continuava la sua discendenza innestandosi nella giovane stirpe degli Sforza. Infatti, morto Filippo Maria Visconti nel 1447 senza figli legittimi, l’unica erede dello scettro milanese fu Bianca Maria, sua figlia naturale che nel 1441 aveva sposato Francesco Sforza, già condottiero al servizio dei Visconti. Questi, dunque, in virtù del matrimonio rivendicò il ducato di Milano che acquisì con le armi, ottenendo l’investitura ufficiale nel 1450 e il riconoscimento da parte degli altri stati italiani sancito con la pace di Lodi nel 1454.
Quando morì il padre (8 marzo 1466), Galeazzo Maria era in Francia impegnato in una spedizione militare ordinata dallo stesso Francesco I, a sostegno di Luigi XI Valois contro Carlo I di Borgogna detto il Temerario. Richiamato dalla madre, Galeazzo Maria rientrò a Milano dopo un viaggio lungo e travagliato. Intanto Bianca Maria aveva preparato festeggiamenti imponenti in onore del nuovo duca, in maniera da mettere a tacere eventuali oppositori alla successione. Il 20 marzo Galeazzo Maria fece il suo ingresso trionfale in città passando da Porta Ticinese fra la folla acclamante.
Inizialmente Galeazzo Maria governò sotto la reggenza della madre, donna energica e accorta. Il 6 luglio 1468 Galeazzo Maria, già promesso a Dorotea Gonzaga, sposò Bona di Savoia, cognata del re di Francia.
Carattere irascibile impulsivo e autoritario, ben presto il giovane duca entrò in contrasto con Bianca Maria sua madre, che saggiamente decise di lasciare Milano e ritirarsi in volontario esilio. Morì a Melegnano, sulla strada per Cremona dove aveva deciso di trasferirsi (1468).
Intorno al 1470 Galeazzo Maria introdusse a Milano il “testone” d’argento, la nuova moneta del peso di circa 10 gr. Il nome deriva dall’effigie del duca di profilo incisa sopra.
Nel 1471, con l’intento di sciogliere un voto, Galeazzo Maria Sforza e Bona di Savoia fecero un viaggio a Firenze accompagnati da un fastosissimo corteo. I Medici e la città accolsero il loro importante alleato con grandiosi festeggiamenti.
Nel 1472 entrò in guerra a fianco delle truppe di Luigi XI di Francia contro Carlo il Temerario duca di Borgogna, per sostenere il piccolo Filiberto di Savoia, suo nipote, successo al trono a Amedeo IX
Fu un uomo di cultura e un mecenate attento, ma la sua indole crudele e superba e la dissolutezza dei suoi costumi lo resero inviso a molti. Infatti alcuni nobili milanesi, fra cui Girolamo Olgiati, Carlo Visconti e Gian Andrea Lampugnani, organizzarono un congiura forse con l’appoggio esterno di Luigi XI Valois re di Francia. Il 26 dicembre 1476 il duca Galeazzo Maria, a soli 33 anni, morì pugnalato nella chiesa di Santo Stefano.
Da Bona di Savoia ebbe quattro figli, di cui Gian Galeazzo Maria fu l’erede al trono.
Lo Sforza ebbe altri sei figli naturali da Lucrezia Landriani. Fra questi c’era Caterina Sforza, sposa in seconde nozze di Giovanni de’ Medici detto il Popolano e madre di Giovanni delle Bande Nere.
- S. Eiche, G.P. Lubkin, The Mausoleum Plan of Galeazzo Maria Sforza, in “Mitteilungen des Kunsthistorischen Institutes in Florenz”, XXXII, 1988, n. 3, pp. 547-553.
- A. Gamberini, F. Somaini, L’età dei Visconti e degli Sforza, 1277 – 1535, catalogo della mostra (Milano), Ginevra, Skira, 2001 (‘Specchio d’Europa. Percorsi e identità storiche di Milano e provincia’).
- G. Lubkin, A Renaissance court. Milan under Galeazzo Maria Sforza, Berkeley, University of California Press, 1994.
- J. Mesnil, Sigismondo Malatesta e Galeazzo Maria Sforza in un affresco del Gozzoli, in “Rassegna d’Arte”, IX, 1909, pp. 74-75.
- C. Violini, Galeazzo Maria Sforza, 2° ed., Torino, Società Editrice Subalpina, 1943.
- S. Raveggi, Da Galeazzo Maria Sforza ad Alessandro Dumas: l’immagine del palazzo nei testi scritti, in “Il Palazzo Medici Riccardi di Firenze”, a cura di G. Cherubini e G. Fanelli, Firenze, Giunti, 1990, pp. 262-271.