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Ferdinando I trasferisce la corte a Palazzo Pitti

Protagonisti:
Periodo:

1597 circa


Luoghi:

Firenze


Un libro della “Guardaroba di palazzo” Pitti del 1597 offre la prima descrizione dettagliata — a oggi nota — dell’organizzazione della reggia medicea, rendendo conto anche della distribuzione dei vari appartamenti e della loro assegnazione ai vari personaggi della famiglia Medici, ai loro cortigiani e alla servitù. Tale inventario segna dunque l’avvenuto trasferimento della corte medicea nella reggia di Pitti, con il palazzo e l’immane giardino completamente rinnovati.
Per anni, mentre si svolgevano i lavori di ampliamento e ristrutturazione diretti da Bartolomeo Ammannati, Palazzo Pitti aveva svolto perlopiù funzioni di rappresentanza, accogliendo in ambienti imponenti ospiti illustri. I Medici soggiornavano qui nei loro appartamenti privati solo per periodi limitati e in occasioni particolari.
Il 1° luglio del 1568 Cosimo I donò Palazzo Pitti e il giardino di Boboli al figlio Francesco I, al quale del resto il duca di Firenze stava completamente delegando anche il proprio ruolo di monarca.
Una volta ricevuto il titolo di granduca da papa Pio V, Cosimo I prese risiedere a Palazzo Pitti nei suoi brevi soggiorni fiorentini alternati a quelli più lunghi a Pisa e nelle ville suburbane. Nella nuova reggia Cosimo spirò il 9 aprile 1574. Invece Francesco — tranne in casi eccezionali — continuò a preferire Palazzo Vecchio, anche dopo aver ricevuto l’importante conferma del titolo di granduca di Toscana dall’imperatore Massimiliano II nel 1576.
Fu Ferdinando I, fratello di Francesco e dal 1587 granduca di Toscana, a volere il definitivo trasferimento della corte a Palazzo Pitti. Già in occasione del matrimonio con Cristina di Lorena nel 1589, il palazzo fu lo scenario privilegiato per i festeggiamenti, dimostrando tutta la sua imponente forza celebrativa.
La lunetta realizzata da Giusto Utens in tempi prossimi all’inventario del 1597 (1599-1602) offre una testimonianza figurativa dell’esterno del palazzo e del suo giardino, con la parte terminale del corridoio vasariano in basso e il forte di Belvedere sulla sommità della collina.
All’interno di Palazzo Pitti (Facchinetti 2000, figg. a p. 35), i granduchi Ferdinando I e Cristina di Lorena abitavano nei mesi invernali l’ala nord del primo piano: Ferdinando occupava le prime tre stanze dalla facciata, mentre Cristina le sale successive lungo il cortile collegate a quelle del consorte da un corridoio. L’ala sud del primo piano comprendeva un ampio quartiere destinato ad ospitare “Cardinali e Principi forestieri”. Da questa parte il palazzo era collegato attraverso un ponte chiuso a una palazzina esterna, costruita al momento del trasferimento della corte medicea per ospitare le cucine.
D’estate il granduca si trasferiva al piano terreno, negli ambienti a sinistra dell’ingresso. Sempre al pianterreno, nell’ala sud, risiedeva don Giovanni de’ Medici, figlio di Cosimo I e Eleonora degli Albizi.
Al secondo piano, nell’ala nord, c’erano gli appartamenti dei principi e delle principesse, fra cui l’erede al trono, il futuro Cosimo II. Maria, figlia di Francesco e Giovanna d’Austria, già promessa sposa a Enrico IV di Francia, risiedeva in un appartamento di particolare rilevanza situato al centro del prospetto sulla piazza. Al secondo piano, nell’ala sud, abitava anche don Antonio, figlio di Francesco I e Bianca Cappello, in stanze adiacenti al salone delle Commedie (ampio vano oggi occupato dalla sala degli Staffieri, dal saloncino da Ballo, dalla sala della Musica).
Fra i numerosi cortigiani che risiedevano a Pitti c’erano Lorenzo Usimbardi, intendente delle fabbriche, Emilio de’ Cavalieri, musicista di corte, Flavia Peretti Damasceni duchessa di Bracciano e il marito don Virgilio Orsini, figlio di Isabella de’ Medici.