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Adorazione dei Magi (Tondo Cook)

Autore:
Periodo:

ca. 1440-1460


Luogo:

Washington (D.C.), National Gallery of Art


Inventario:

inv. Samuel H. Kress Coll. N. 1952.2.2


Link:

National Gallery of Art, Washington

tavola, cm 137.3 (diam.) x 138.4 (con la cornice: cm 188×171.5×12.7).

Il tondo presenta una Adorazione dei Magi molto descrittiva e ricca di dettagli con evidenti significati allegorici (Ruda 1993). In primo piano i tre magi si prostrano al cospetto del Bambino, in grembo a Maria, accolti da Giuseppe. I tre re — seguiti da uno stuolo di personaggi — formano un corteo che arriva da lontano, passando sotto un arco di un rudere diroccato, allusione all’era pagana ormai finita. Sul rudere alcuni giovani nudi si affacciano ad osservare la folla multicolore e fremente. Si contrappone al rudere la grande capanna, sotto alla quale si riparano il bue e l’asino — secondo la patristica, allusivi ai pastori e ai magi che guidati dalla stella giungono a onorare il Bambino — oltre ad alcuni cavalli, che vengono puliti, spogliati e ferrati da stallieri e maniscalchi. Sul tetto della capanna un pavone richiama la resurrezione e l’immortalità dell’anima e risponde al rapace che aggredisce il fagiano, prefigurazione della morte di Cristo. Di fianco alla stalle e alle spalle di Giuseppe alcuni pastori dagli abiti logori e strappati contrastano con gli abiti sfarzosi dei componenti del corteo. All’estrema destra c’è la città murata, dove arriva la coda del corte dei magi con i cammelli. Dalle case escono uomini e donne e guardano lontano forse scrutando il cielo; le madri trattengono a sè i propri bambini che di lì a poco saranno sterminati da re Erode nella Strage degli Innocenti.

Firenze, Palazzo Medici, “camera grande terrena” (1492). Firenze, Marchese Piero Guicciardini (1569-1626) e collezioni Guicciardi nel palazzo di famiglia fino al 1807, almeno; venduto nel luglio del 1810 a Chevalier FranÇois-Honoré Dubois, Firenze e Parigi, come opera di Botticelli; Londra, Samuel Woodburn, dal 1826, come opera di Angelico; Londra, William Coningham fino al 1849 (Londra, Christie & Mason, 9 giugno 1849, n. 34, attribuito a Filippo Lippi; Londra, Alexander Baker , 1851-1874 (Londra, Christie & Mason, 6 giungo 1874, n. 42, attr. a Filippino Lippi); acquistato da Sir Francis Cook (1817-1901), Doughty House, Richmond, Surrey; collezione Cook a Doughty House fino al 1947, quando nel febbraio viene venduto tramite Francis A. Drey di Londra alla Samuel H.Kress Foundation, New York, come opera di Filippo Lippi; nel 1952 donato alla National Gallery of Art di Washington (D.C.).

Il bellissimo dipinto è identificato con il tondo descritto nella “camera grande terrena” dall’inventario dei beni del Magnifico del 1492 (1512). Nel documento l’opera, riferita all’Angelico, è valutata ben 10 fiorini, una cifra altissima per l’epoca se si considera che la serie dei sei grandi dipinti appesi sopra la spalliera nella stessa stanza, composta dalle tre tavole della Battaglia di San Romano e due tele di Paolo Uccello e una “caccia” di Pesellino, sono valutata 300 fiorini. In Palazzo Medici, si trovava anche un altro importante tondo raffigurante l’Adorazione dei Magi realizzato anch’esso nei decenni centrali del Quattrocento: si tratta del tondo di Domenico Veneziano ora a Berlino. L’opera ha avuto una controversa storia attributiva. Generalmente ammessa dalla critica l’identificazione con la voce dell’inventario del 1492, il tondo è stato attribuito anche al Botticelli, a Benozzo Gozzoli, Filippo Lippi, suo figlio Filippino. La critica recente perlopiù propende ancora a attribuire l’opera a Filippo Lippi, forse con l’intervento dell’Angelico o di un suo stretto seguace, datandola fra la fine degli anni Trenta e gli anni Cinquanta. Di recente, è stato proposto di individuare a fianco del Lippi nella realizzazione del sontuoso dipinto, Benozzo Gozzoli (Bellosi 1990), già allievo dell’Angelico e suo collaboratore negli affreschi nel convento di San Marco e poi, nel 1459, autore degli affreschi nella cappella di Palazzo Medici.

  • L. Bellosi, Giovanni di Francesco e l’arte fiorentina di metà Quattrocento, in “Pittura di luce. Giovanni di Francesco e l’arte fiorentina di metà Quattrocento”, catalogo della mostra (Firenze) a cura di L. Bellosi, Milano, Electa, 1990, pp. 11-45.
  • M.P. Mannini – M. Fagioli, Filippo Lippi. Catalogo completo, Firenze, Octavo Franco Cantini Editore, 1997, p. 123 n. 48.
  • J. Ruda, Fra Filippo Lippi, London, Phaidon Press, 1993, con bibliografia.

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