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Caccia

Autore:
Periodo:

Ante 1457


Luogo:

Opere perdute. Già: Firenze, Palazzo Medici, “camera grande terrena” (detta “di Lorenzo”)


Tela

Si veda la descrizione nell’inventario del 1492 e nelle Vite di Giorgio Vasari (1550 e 1568), qui di seguito citate in Archivio/Documenti e Archivio/Antologia.

Dall’inventario dei beni del Magnifico del 1492 si ricava che nella “camera grande terrena” prima di Piero il Gottoso e poi di Lorenzo stesso si trovava una tela di formato quadrangolare raffigurante una Caccia dipinta da Francesco di Stefano detto il Pesellino. L’opera, perduta, doveva essere appesa sotto i peducci, su cui si impostano le lunette, e sopra la spalliera lignea che allora rivestiva la zona inferiore delle pareti. Dunque la Caccia del Pesellino risultava allineata con altre cinque opere di Paolo Uccello, di medesimo formato: le tele rappresentanti una Battaglia di leoni e draghi e una Storia di Paride e le tre tavole della Battaglia di San Romano.
Probabilmente le tele di Paolo Uccello continuavano un ciclo già avviato dal Pesellino con la Caccia, prima di morire ancor giovane nel 1457.
Le Vite del Vasari (1550, 1568) risultano assai confuse nel descrivere le opere di Paolo Uccello e quelle del Pesellino in Palazzo Medici, in parte confondendole fra loro. Più preciso invece risulta l’inventario del 1492 (vedi, di seguito: Archivio/Documenti). L’inventario riferisce al Pesellino (chiamato Pesello, come il nonno, o Francesco di Pesello) altre opere in Palazzo Medici, fra cui una tela con leoni in gabbia nella “sala grande” al primo piano (c. 13v).