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Il giardino della “casa vecchia”

Periodo:

1432


Committente / Collezionista:
Luogo:

“Casa vecchia” dei Medici, già in via Larga (oggi via Cavour)


Alle spalle della “casa vecchia” si stendeva un ampio giardino chiuso su quattro lati da un alto muro merlato, con un’unica porta che metteva in comunicazione con la “corte grande” dell’abitazione. La struttura fu fatta costruire da Cosimo il Vecchio e dal fratello Lorenzo fra il gennaio e il marzo del 1432 (stile fiorentino: 1431), unendo vari terreni contigui.
Il giardino doveva dare l’impressione di un hortus conclusus medievale, un’area verde chiusa da ogni lato, con una fontana al centro e aiuole simmetriche ai lati delimitate da bassi muri. Così, secondo la tradizione testimoniata anche da certe fonti figurative: Jacopo del Sellaio, il giardino si presentava come uno spazio idilliaco e quasi segreto, da preservare dai clamori esterni.
Il giardino della “casa vecchia” comprendeva un piccola zona lastricata recintata da muri bassi, un prato a sua volta chiuso da muriccioli, tre piccoli “orti” o aiuole (quello del pozzo, quello dei melaranci e infine quello dei rosai) di forma quadrangolare, vialetti rettilinei e lastricati che mettevano in comunicazione fra loro le stesse aiuole. Il “pozzo” era in realtà una fontana con una struttura a due piani realizzata da Betto d’Antonio e sormontata da uno “spiritello” dipinto e dorato, cioè l’immagine di un fanciullo alato di materia e tecnica incerte (bibliografia: Caglioti 2000). Sotto la lastricatura si trovavano condutture dell’acqua che consentivano di annaffiare i prati, le aiuole e le piante, ma anche di alimentare fontane e giochi d’acqua ispirati ai giardini arabi e bizantini.
Il “quaderno di spese” del giardino mediceo non ricorda invece le pergole, il pomario (l’area con gli alberi da frutto), l’erbario e il viridario (la zona con i sempreverdi), che invece erano elementi consueti nel giardino medievale.

L’allestimento del nuovo giardino probabilmente avvenne a seguito della riunificazione di tre immobili di proprietà dei Medici: un piccolo palazzo, dove Cosimo e Lorenzo avevano abitato con il padre Giovanni, e due case rispettivamente ai lati (schede correlate: La casa di Giovanni di Bicci). I lavori furono registrati in un “Quaderno di spese” iniziato il 21 gennaio 1432 e tenuto da Giovanni di Nettolo Becchi (documenti: ASF, MaP 129). Con la stipula di un contratto, costui commissionò la recinzione a Bernardo di Giovanni e Stefano di Jacopo “maestri di murare”. Il muro, merlato, doveva essere approssimativamente lungo 90 m (150 braccia), largo cm 44 (3/4 di un braccio) e alto m 6.70 (11,50 braccia). Sarebbe stato pagato 8 o 9 soldi a braccia, a discrezione di Cosimo. I maestri dovevano fornire l’attrezzatura necessaria e dovevano assolvere all’incarico entro il marzo seguente. Fra le maestranze impegnate nella costruzione figurano muratori e scalpellini, che contemporaneamente lavoravano anche nel vicino cantiere di San Lorenzo e in quello del nuovo Palazzo Medici di proprietà di Cosimo il Vecchio. Tali operai ricordati dal “Quaderno di spese” sono: Meo d’Antonio, Antonio di Jacopo detto Conte, Betto d’Antonio, Antonio di Domenico da Fiesole, Marco di Checco dalla Piacentina.
In occasione della divisione dei beni stipulata nel 1515 fra Pierfrancesco di Lorenzo e Giovanni delle Bande Nere, il giardino spettò a Giovanni, mentre la corte grande andò a Pierfrancesco. In quell’occasione venne chiusa la porta che metteva in comunicazione i due spazi (schede correlate: gli ambienti della casa vecchia, storia della casa vecchia II).