La casa di Giovanni di Bicci
1418
Committente / Collezionista:
Luogo:
Già in via Larga (oggi via Cavour)
Un inventario del 1418 (documenti: ASF, MaP 129) registra ambienti e arredi del “palagio” dove risiedevano allora Giovanni di Bicci e i figli Cosimo e Lorenzo, quando l’edificio era ancora indipendente dalle due case ai lati anch’esse di proprietà medicea. L’autore dell’inventario procede iniziando dal primo piano (il piano nobile), più importante, poi passa a quello superiore, e infine conclude al pianoterra. Al piano nobile si affacciavano su via Larga una sala grande e l’appartamento di Giovanni di Bicci: l’anticamera, la camera con un “agiamento” (ovvero il gabinetto) e lo scrittoio. Sul dietro c’erano le stanze dei figli Cosimo e Lorenzo, probabilmente almeno in parte aperte sulla corte e l’orto retrostanti. L’appartamento di Lorenzo era costituito da camera e scrittoio con “agiamento”; nella camera vi era un dipinto raffigurante una Madonna col Bambino posto entro un tabernacolo. L’appartamento di Cosimo era più ampio, costituito da anticamera, camera con “agiamento”, scrittoio e “armario di arme”. Nel suo scrittoio Cosimo aveva già riunito una ricca biblioteca con circa 60 volumi con opere di autori antichi (Cesare, Cicerone), una Bibbia, testi della patristica (San Gerolamo, Sant’Agostino, Eusebio), un Vita dei Santi Cosma e Damiano, testi di Dante, Petrarca e Boccaccio; c’era poi anche un mappamondo. L’ “armario” era una stanza di sicurezza dove Cosimo conservava forzieri con monete e armi. Nello scrittoio di Lorenzo, al contrario, non vengono menzionati testi letterari, ma in un mezzanino risultano ivi collocate libri e incartamenti relativi all’attività del banco Medici.
Al secondo piano si trovava un altro appartamento comprensivo di una sala grande, camera e anticamera. Inoltre c’era la camera del piccolo Piero — nato nel 1416 da Cosimo e Contessina de’ Bardi — e della sua balia. Un verone (o terrazza) serviva come deposito di legna e canestri. In altri ambienti abitava la servitù.
Al pianoterra ai lati di un profondo “andito” di accesso si trovavano, una cucina, una sala e due camere che probabilmente costituivano un appartamento estivo. Una scala conduceva al piano superiore. In fondo al corridoio di ingresso (“andito”) ci doveva essere un cortile con un pozzo su cui forse si affacciava una loggia. Accanto al cortile infine c’erano un “orto”, una stalla e un altro ambiente dove risiedevano gli addetti alla sua manutenzione.
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- I. Hyman, Fifteenth Century Florentine Studies. The Palazzo Medici and a Ledger for the Church of San Lorenzo, New York – London, Garland Publ., 1977.
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- M. Vitiello, La committenza medicea nel Rinascimento. Opere, architetti, orientamenti linguistici, Roma, 2004, pp. 19-20.