Scultura raffigurante San Giovannino
Periodo:
1494-1496
Committente / Collezionista:
Luogo:
Ignota
Marmo
Non esistono descrizioni puntuali o testimonianze iconografiche del San Giovanino scolpito da Michelangelo, purtroppo andato perduto (o comunque ancora non identificato). La posa del piccolo Battista poteva avere delle analogie con quella del medesimo personaggio nella Madonna di Manchester, dipinto oggi generalmente attribuito a Michelangelo intorno al 1497. Tale soluzione formale sarebbe stata poi riproposta dall’artista nella Madonna di Bruges scolpita entro il 1506.
La critica di solito ha datato l’opera dopo il ritorno di Michelangelo a Firenze, avvenuto fra la fine del 1495 e i primi del ’96. Di recente (bibliografia: Weil-Garris Brandt 1999, p. 340; Acidini 2005), è stato proposto di anticipare l’avvio dell’esecuzione: prima della partenza dell’artista per Venezia e Bologna (ottobre 1494) o durante il suo soggiorno bolognese (fino alla fine del 1495). Sono state fatte diverse proposte di identificazione, ma nessuna risolutiva (bibliografia: Baldini 1973, n. 10). Di recente Parrochi (1960, 1968: vedi bibliografia) ha riconosciuto la scultura nel San Giovanni Battista del Museo del Bargello di Firenze, in realtà opera di Francesco da Sangallo. Sembra da escludere anche l’identificazione con il San Giovannino nella chiesa di San Salvadór a Ubeda in Spagna, dove comunque sono stati osservati riflessi dell’opera michelangiolesca (bibliografia: Weil-Garris Brandt 1999; Acidini 2005).
“Casa vecchia” dei Medici in via Larga (oggi in via Cavour).
Nella “casa vecchia” dei Medici nella “camera terrena” di Lorenzo di Pierfrancesco si trovava San Giovannino Battista in marmo scolpito da Michelangelo, come registra puntualmente l’inventario dei beni del 1498-99 (bibliografia: Shearman 1975, pp. 19, 26 n. 33).
Il Buonarroti probabilmente iniziò la sua opera poco prima di partire per Bologna (ottobre 1494), quando il suo committente era ancora in esilio, a cui l’aveva condannato Piero il Fatuo. Dopo l’insurrezione capeggiata da fra’ Girolamo Savonarola esplosa nel novembre e la cacciata di Piero con la sua famiglia, Lorenzo di Pierfrancesco con il fratello Giovanni rientrarono a Firenze al fianco di Carlo VIII d’Angiò e assunsero l’appellativo di Popolani, in segno di appoggio al nuovo governo repubblicano. Un anno dopo, intorno al Natale del 1495, anche Michelangelo fece ritorno a Firenze: ricominciò a frequentare il giardino mediceo di San Marco e, probabilmente proprio in una stanza lì attigua, riprese a lavorare a opere forse lasciate incompiute prima della partenza, quali il San Giovannino e un Cupido dormiente (schede correlate: Michelangelo, Cupido dormiente), entrambi perduti.
- A. Parronchi, Il San Giovanni Battista “gradivo” del Bargello, opera misconosciuta di Michelangelo, in “Studi Urbinati”, XXXIV, 1960, pp. 68-96.