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Giuliano di Lorenzo de’ Medici, duca di Nemours

Estremi biografici:

Firenze, 1479 - Firenze, 1516


Attività:

Capitano generale della Chiesa, duca di Nemours


Giuliano era il figlio minore di Lorenzo il Magnifico. Nato nel 1479, condivise con i fratelli Piero e Giovanni l’educazione raffinata e colta. Nel 1494, esiliato con la famiglia, soggiornò a Urbino e poi a Ferrara e a Mantova, dove si inserì nella vita raffinata e mondana delle rispettive corti. A Urbino ebbe una relazione sentimentale con una vedova, Pacifica di Giovanni Antonio Brindano, che gli dette un figlio, Ippolito, poi cresciuto presso la famiglia Medici.
Dotato di una brillante capacità dialettica, nel 1512 Giuliano partecipò al congresso di Mantova come rappresentante della propria famiglia con il compito di perorare la causa del rientro dei Medici a Firenze e la conclusione del suo esilio. Nello stesso anno Giuliano con i suoi fratelli e i loro più stretti parenti rientrarono trionfalmente nella loro città. Per il carnevale del 1513, Giuliano con la compagnia del Diamante e Lorenzo con la compagnia del Broncone organizzarono uno scenografico corteo con carri allegorici e maschere dedicato al tema del ritorno dell’età dell’oro.
Quell’anno il fratello Giovanni, divenuto papa Leone X, chiamò presso di sé Giuliano, affidando al nipote Lorenzo il primato politico mediceo. A Roma, Giuliano ottenne il Vicariato di Soragna e fu nominato Capitano Generale della Santa Chiesa. Nel 1514 Francesco I di Francia promise a Giuliano il titolo di duca di Nemours senza però impartirgli mai l’investitura solenne. Nonostante ciò però il Medici si fregiò sempre di tale titolo. Nel 1515 divenne Governatore Perpetuo di Parma, Piacenza, Reggio e Modena aumentando così le proprie rendite. Nello stesso anno andò come legato pontificio in Francia presso la corte di Francesco I, dove sposò Filiberta di Savoia, la giovane zia del re.
Di salute cagionevole e di gracile costituzione, poco incline alle imprese militari, che volentieri delegava al nipote Lorenzo, Giuliano si ritirò sulle colline intorno a Firenze fra le mura della Badia Fiesolana. Durante la sua permanenza dotò la biblioteca della Badia di rari codici. Lui stesso poeta, frequentò letterati e artisti come il Bibbiena, il Machiavelli, il Castiglione, il Bembo, l’Ariosto, Leonardo, Michelangelo.
Il 17 marzo 1516 morì alla Badia Fiesolana, lasciando Ippolito come unico figlio. E’ sepolto nella Sagrestia Nuova di Michelangelo.

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