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Ingresso trionfale di papa Leone X e suo soggiorno

Il 30 novembre 1515 per la festa di Sant’Andrea, Leone X fece il suo ingresso trionfale a Firenze percorrendo le vie della città, da Porta San Pier Gattolini (Porta Romana) fino a Santa Maria Novella.
Il maestoso corteo fu accompagnato da una sontuosa e spettacolare scenografia con apparati viari effimeri in stucco legno cartapesta e tela dipinti, raffiguranti perlopiù copie di statue antiche, archi trionfali, fregi, pitture celebrative. A questo apparato straordinario, perduto ma ricordato e celebrato da letterati e cronisti del tempo, lavorarono i migliori artisti, quali Piero di Cosimo, Andrea del Sarto, Pontormo, Rosso Fiorentino, Andrea di Cosimo Feltrini, Francesco Granacci, Baccio Bandinelli. Essi, dietro le indicazioni dei Medici, crearono l’immagine di una Firenze travestita da antica Roma, in cui era forse insita anche l’idea di un corrispettivo terreno della Gerusalemme “celeste” (Ciseri 1990).
Giorgio Vasari che racconta l’evento nella Vita di Andrea del Sarto (si veda qui l’Antologia), lo celebra anche in un affresco in Palazzo Vecchio, nella cosiddetta sala di Leone X, da lui stesso descritto e spiegato nei Ragionamenti. Nel dipinto il Vasari ha ricordato l’arrivo del corteo papale in piazza della Signoria fra la folla, mentre i trombettieri e i pifferai suonano dalle finestre di Palazzo Vecchio e i bombardieri sparano a salve le artiglierie davanti alla chiesa di San Pier Scheraggio (situata dove poi vennero costruiti gli Uffizi).
Davanti al palazzo sono rappresentati il David di Michelangelo e la Giuditta e Oloferne di Donatello, qui posti durante il periodo repubblicano.
Fra gli astanti al corteo ci sono numerosi ritratti: si notano in particolare in penultima fila sulla sinistra i letterati Pietro Bembo, Ludovico Ariosto e Pietro Aretino (i tre sulla sinistra); seguono verso destra Lorenzo de’ Medici con il berretto nero e Giovanni delle Bande Nere di profilo; nel gruppo di cardinali subito dietro ci sono inoltre Giulio de’ Medici (il terzo da sinistra), Bernardo Dovizi da Bibbiena, Innocenzo Cybo e Lorenzo Pucci (da sinistra a destra), tutti e quattro investiti della porpora ecclesiastica dallo stesso Leone X.

A Firenze Leone X prese dimora nel convento di Santa Maria Novella, nell’appartamento d’onore per tradizione destinato ai pontefici ospiti della città. Per l’occasione Baccio d’Agnolo ristrutturò gli ambienti.
Poi il papa preferì trasferirsi in Palazzo Medici in via Larga.
Per ospitare degnamente lo zio pontefice, Lorenzo di Piero — dall’agosto del 1513 responsabile del governo della città e dal 23 maggio nominato Capitano della repubblica fiorentina — lasciò il proprio appartamento al primo piano prospiciente su via de’ Gori, trasferendosi al piano terra.
Leone X così alloggiò con ampio agio al piano nobile disponendo dell’ala sud e di quella ovest collegate direttamente fra loro da una porta aperta per l’occasione. Da allora tale apertura mise in comunicazione la camera di Lorenzo con quella grande della madre Alfonsina Orsini, che il 4 giugno era tornata a Firenze e aveva preso dimora nelle stanze sul giardino, dove prima dell’esilio aveva convissuto con il marito Piero il Fatuo.
Con Leone X si stabilirono in Palazzo Medici anche i cardinali Giulio de’ Medici e Innocenzo Cybo, ospitati al piano terra, l’uno nella “camera grande terrena” l’altro in quella a fianco dell’ingresso. Giuliano di Lorenzo, fratello del pontefice e da lui nominato capitano generale della Chiesa, andò ad abitare al primo piano negli ambienti annessi a nord alla residenza medicea, messi in comunicazione con l’appartamento occupato da Leone X da un’altra porta aperta appositamente.

Leone X non si trattenne a lungo e partì presto per Bologna, dove incontrò Francesco I re di Francia. Sulla via del ritorno, il pontefice si fermò ancora nella sua città dal 22 dicembre del 1515 al 19 febbraio 1516.
Stavolta il papa prese dimora nell’appartamento da secoli destinato ai papi nel convento di Santa Maria Novella, i cui ambienti erano stati appositamente decorati e arredati. Rimane oggi la cappella privata, in tale occasione affrescata alle pareti da Pontormo con la Veronica e da Ridolfo del Ghirlandaio con l’Annunciazione, e ornata nella volta da Andrea di Cosimo Feltrini con motivi a grottesca e lo stemma di Leone X.
In occasione di tale soggiorno, Leone X avviò il proprio programma di mecenatismo artistico a Firenze poi sviluppato negli anni seguenti con la collaborazione dei propri famigliari, in particolare il cugino Giulio.

  • A. Cecchi, A. Natali, C. Sisi, L’officina della maniera, in “L’officina della maniera. Varietà e fierezza nell’arte fiorentina del Cinquecento fra le due repubbliche 1494-1530”, catalogo della mostra (Firenze) a cura di Alessandro Cecchi , A. Natali e C. Sisi, Venezia, Marsilio 1996.
  • De ingressu summi Pont. Leonis X Florentiam descriptio Paridis De Grassis civis Bononiensis Pisauriensis Episcopi / ex cod. ms. primum in lucem edita et notis illustrata a Dominico Moreni, a cura di D. Moreni, Florentiae, Apud C. Cambiagi, 1793.
  • L. Landucci, Diario fiorentino dal 1450 al 1516,continuato da un anonimo fino al 1542, ed. a cura di J. Del Badia, Firenze, 1869, p. 359.
  • B. Masi, Ricordanze di Bartolomeo Masi calderaio fiorentino dal 1478 al 1526…, ed. a cura di di O. Corazzini, Firenze, Sansoni, 1906, pp. 90-91.
  • L’officina della maniera. Varietà e fierezza nell’arte fiorentina del Cinquecento fra le due repubbliche 1494-1530, catalogo della mostra (Firenze) a cura di Alessandro Cecchi , A. Natali e C. Sisi, Venezia, Marsilio 1996.
  • G. Vasari, Le vite de’ più eccellenti architetti, pittori et scultori italiani da Cimabue insino a’ tempi nostri, Firenze, Lorenzo Torrentino, 1550, ed. a cura di L. Bellosi e A. Rossi, Torino, Einaudi, 1986.
  • G. Vasari, Le Vite de’ più eccellenti pittori, scultori e architettori, nelle redazioni del 1550 e 1568, ed. a cura di R. Bettarini e P. Barocchi, Firenze, S.P.E.S., 1966 e segg.
  • G. Vasari, Le vite dei più eccellenti pittori, scultori, architettori… di nuovo ampliate, Firenze, Giunti, 1568, 3 voll., in “Le opere di Giorgio Vasari”, ed. a cura di G. Milanesi, Firenze, Le Monnier, 1878-1885, 9 voll., I-VII, 1878-1881.
  • G. Cipriani, Il palazzo nella vita pubblica fiorentina, in “Il Palazzo Medici Riccardi di Firenze”, a cura di G. Cherubini e G. Fanelli, Firenze, Giunti, 1990, pp. 188-199, p. 191.
  • I. Ciseri, L’ingresso trionfale di Leone X in Firenze nel 1515, Firenze, Olschki, 1990, (‘Biblioteca Toscana:1’; 26).
  • J. Shearman, The Fiorentine Entrata of Leo X, 1515, in “Journal of the Warburg and Courtauld Institutes”, XXXVIII, 1975, pp. 136-154.