Oggi aperto
9:00-19:00

Baccio Bandinelli detto, Bartolomeo Bandinelli

Estremi biografici:

Firenze, 1488-1560


Attività:

scultore


Bartolomeo detto Baccio nacque il 7 ottobre 1488 da Michelangelo di Viviano Brandini, orafo assai apprezzato presso la corte medicea. Si formò inizialmente presso un modesto pittore, Girolamo del Buda. Fece a lungo pratica studiando e copiando i maestri del Quattrocento fiorentino. Iniziò la sua attività artistica come pittore probabilmente con poco successo: infatti nel 1512 ricevette la commissione dell’affresco con il Matrimonio della Vergine nel chiostrino dei voti della Santissima Annunziata, opera poi affidata al Franciabigio. Intanto dal 1508 era entrato nella bottega di Giovan Francesco Rustici, scultore anch’egli prossimo agli ambienti della Santissima Annunziata. Nel 1515 Baccio ricevette la prima commissione scultorea: il San Pietro in marmo per il Duomo. Nello stesso anno fu fra gli artisti incaricati di realizzare gli apparati effimeri per l’ingresso trionfale di papa Leone X Medici in città. Intorno al 1519 su commissione del cardinale Giulio de’ Medici realizzò la statua di Orfeo che incanta Cerbero poi collocata nel cortile di Palazzo Medici. Fra il 1518 e il 1520 partecipò alla decorazione della Santa Casa di Loreto al seguito di Andrea Sansovino, come racconta il Vasari. Intorno al 1520 andò a Roma per eseguire una copia del gruppo del Laocoonte da mandare in dono a Francesco I re di Francia. L’opera, interrotta per la morte di Leone X, venne conclusa nel 1525 e collocata nel giardino di Palazzo Medici a Firenze per volere del cardinale Giulio divenuto nel frattempo papa Clemente VII. Ancora nel 1525 il pontefice Medici commissionò a Baccio il pendant del David di Michelangelo raffigurante Ercole e Caco, da collocare anch’esso davanti a Palazzo della Signoria. L’artista realizzò l’opera in aperta competizione con il Buonarroti, che — a detta del Vasari — detestava. Lasciata interrotta l’opera nel 1527 in occasione della caduta dei Medici e l’avvento dell’ultima Repubblica, Baccio riparò a Lucca e poi a Genova. Qui ricevette l’incarico di realizzare Andrea Doria come Nettuno, scultura poi mai realizzata. Con il rientro dei Medici, anche Baccio tornò a Firenze e portò a termine l’Ercole e Caco nel 1534. Intorno al 1530 l’imperatore Carlo V lo insignì col cavalierato dell’Ordine di San Iago. Per il monarca l’artista fece un rilievo rappresentante una Deposizione . In tale periodo l’artista assunse il cognome “Bandinelli”, con cui è noto. Morto Clemente VII, nel 1536 i Medici affidarono a Baccio i Monumenti sepolcrali di Leone X e Clemente VII da situare in Santa Maria sopra Minerva a Roma. L’opera interrotta e poi ripresa nel 1541, non fui mai portata a termine. Nel frattempo Cosimo I de’ Medici, duca di Firenze, commissionò allo scultore il Monumento a Giovanni delle Bande Nere destinato a San Lorenzo, ma anch’esso mai concluso: alcune parti, fra cui la statua del condottiero, furono poi assemblate e situate nella piazza antistante la chiesa. Negli stessi anni il Bandinelli era impegnato nella sistemazione dell’Udienza nel salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio, poi portata a termine da Vasari. Dal 1547 Baccio lavorò al coro del Duomo realizzando alcune parti e alcune statue non più in loco (la Pietà e il Dio Padre nel complesso di Santa Croce; l’Adamo e Eva al Museo del Bargello), per lasciare poi la realizzazione del resto all’allievo Giovanni Bandini. Nel 1548 scolpì un busto ritratto di Cosimo I, che fu preferito dal committente a quello realizzato da Benvenuto Cellini. Carattere ambizioso e litigioso, Baccio fu in aperta competizione con Cellini e Bartolomeo Ammannati. A quest’ultimo lasciò la commissione della Fontana del Nettuno in piazza della Signoria, morendo nel febbraio del 1560. Fu sepolto nella chiesa della Santissima Annunziata. L’altare della cappella Bandinelli è ornato dalla Pietà scolpita dallo stesso Baccio in collaborazione con il figlio Clemente.

  • S. Béguin, P. Costamagna, Nouvelles considérations sur Baccio Bandinelli peintre: la redécouverte de la “Léda et le cygne”, in “Les Cahiers d’Histoire de l’Art”, I, 2003, pp. 7-18.
  • B. Cellini, Vita [1559-1562], a cura di E. Camesasca, Milano, Rizzoli, 1985, 2 voll, II, pp. 54 segg.
  • C. Francini, F. Vossilla, L’Ercole e Caco di Baccio Bandinelli, Campi Bisenzio, Alinea Editrice, 1999.
  • D. Heikamp, Sulla scultura fiorentina fra Maniera e Controriforma, in “Magnificenza alla corte dei Medici: arte a Firenze alla fine del Cinquecento”, catalogo della mostra, Firenze, Electa, 1997, pp. 346-369.
  • C. Monbeig-Goguel, Workshop continuity through the generations: Bandinelli versus Francesco Salviati, in “Sixteenth-century Florentine drawings”, a cura di J. Turner, in “Master Drawings”, XLIII, 2005, n. 3, pp. 316-325.
  • G. Morolli, Il palazzo del giovane duca: Giuliano di Baccio d’Agnolo, Baccio Bandinelli, Giovan Battista del Tasso, in “Palazzo Vecchio: officina di opere e di ingegni”, a cura di C. Arancini, Cinisello Balsamo (Milano), Silvana Editoriale, 2006, pp. 130-147.
  • V. Picchiarelli, Baccio Bandinelli e Giorgio Vasari: modelli comportamentali a confronto nella seconda edizione delle “Vite”, in “Arezzo e Vasari: vite e postille”, atti del convegno (Arezzo, 16-17 giugno 2005) a cura di A. Caleca, Foligno, Cartei & Bianchi, 2007.
  • N. Pons, Repertorio della scultura fiorentina del Cinquecento. Vol. I: Biografie, a cura di G. Pratesi, Torino-Londra-Venezia-New York, Umberto Allemandi & C., 2003, p. 32.
  • J. Pope-Hennessy, Il Cinquecento e il Barocco, Milano, Feltrinelli, 1966, 2 voll, pp. 369 segg.
  • J. Pope-Hennessy, Italian High Renaissance and Baroque Sculpture, London, Pahidon Press, 1970, 3 voll, pp. 362 segg.
  • Repertorio della scultura fiorentina del Cinquecento, a cura di G. Pratesi, biografie a cura di N. Pons, Torino-Londra-Venezia-New York, Umberto Allemandi & C., 2003, 3 voll.
  • B. Thomas, The Academy of Baccio Bandinelli, in “Print Quarterly”, XXII, 2005, n. 1, pp. 3-14
  • G. Vasari, Le Vite dei più eccellenti pittori, scultori, et architettori, riviste e ampliate, Fiorenza, Appresso i Giunti, 1568, 3 voll.; ed. in G.V., “Le opere”, con nuove annotazioni e commenti di G. Milanesi, Firenze, Le Monnier, 1878-1885, 9 voll., I-VII, 1878-1881; ristampa, Firenze, Sansoni, 1906, VI, pp. 133-200.
  • L.A. Waldman, Baccio Bandinelli and art at the Medici court. A corpus of early modern sources, Philadelphia, American Philosophical Society, 2004 (‘Memoirs of the American Philosophical Society’; 251).

Opere