Oggi aperto
19:00 - 19:00

Descrizione degli apparati viari per l’ingresso trionfale di papa Leone X

Giorgio Vasari descrive gli apparati viari per l’ingresso trionfale di papa Leone X de’ Medici a Firenze (30 novembre 1515)

Giorgio Vasari

1568

Descrizione degli apparati viari per l'ingresso trionfale di papa Leone X

“… intanto intendendo i Fiorentini, il che fu l’anno 1515, che papa Leone decimo voleva fare grazia alla patria di farsi in quella vedere, ordinarono per riceverlo feste grandissime, ed un magnifico e sontuoso apparato con tanti archi, facciate, templi, colossi, ed altre statue ed ornamenti, che insino allora non era stato fatto né il più sontuoso né il più ricco e bello, perché allora fioriva in quella città maggior copia di begli ed elevati ingegni, che in altri tempi fusse avvenuto giammai. All’entrata della porta di San Pier Gattolini fece Iacopo di Sandro un arco tutto istoriato, ed insieme con esso lui Baccio da Montelupo. A San Felice in Piazza ne fece un altro Giuliano del Tasso; ed a Santa Trinita alcune statue, e la meta di Romolo; ed in Mercato nuovo, la colonna Traiana. In piazza de’ Signori fece un tempio a otto faccie Antonio fratello di Giuliano da San Gallo; Baccio Bandinelli fece un gigante in su la Loggia. Fra la Badia ed il palazzo del Podestà fecero un arco il Granaccio ed Aristotele da San Gallo: ed al canto de’ Bischeri ne fece un altro il Rosso, con molto bello ordine e varietà di figure. Ma quello che fu più di tutto stimato, fu la facciata di Santa Maria del Fiore fatta di legname, e lavorata in diverse storie di chiaroscuro dal nostro Andrea tanto bene, che più non si sarebbe potuto desiderare. E perché l’architettura di questa opera fu di Iacopo Sansovino, e similmente alcune storie di bassorilievo, e di scultura molte figure tonde, fu giudicato dal papa che non sarebbe potuto essere quell’edificio più bello, quando fusse stato di marmo: e ciò fu invenzione di Lorenzo de’ Medici padre di quel papa; quando viveva. Fece il medesimo Iacopo in sulla piazza Santa Maria Novella un cavallo simile a quello di Roma, che fu tenuto bello affatto. Furono anco fatti infiniti ornamenti alla sala del papa nella via della Scala, e la metà di quella strada piena di bellissime storie di mano di molti artefici, ma per la maggior parte da Baccio Bandinelli. Entrando dunque Leone in Fiorenza del medesimo anno il terzo dì di settembre, fu giudicato questo apparato il maggiore che fusse fatto giammai, ed il più bello.”