Anno: 1400
Don Timoteo Maffei fu priore e poi generale dell’ordine agostiniano. Matteo de’ Pasti gli dedicò una medaglia durante il suo soggiorno a Ferrara fra il 1444 e il 1446, probabilmente in occasione di una permanenza del Maffei nella città estense in anni in cui questa era frequentata anche da Guarino Veronese e Leon Battista Alberti. Timoteo Maffei instaurò buoni rapporti di amicizia con Cosimo il Vecchio de’ Medici. Grazie al canonico, Cosimo poté ottenere da papa Eugenio IV il permesso di ristrutturare il complesso conventuale della Badia Fiesolana, iniziato nel 1456 e conclusa nel 1467.
Il poeta Alberto Avogadrio, appartenente a una nobile famiglia di Vercelli, fu allievo dell’umanista fiorentina Cristoforo Landino. Nel panegirico intitolato De Religione, et Magnificentia Illustris Cosmi Medices Florentini, il letterato inserì un brano celebrativo dedicato al Palatium Urbis di Cosimo il Vecchio de’ Medici. La descrizione dell’edificio è piuttosto ingenua e poco attendibile, dettata soprattutto dal desiderio di compiacere il Medici.
Papa Pio II (Enea Silvio Piccolomini, Corsignano, 18.10.1405 – Ancona, 15.8.1464) ricorda nei suoi Commentarii il proprio soggiorno a Firenze nell’aprile del 1459, mentre era in viaggio per Mantova.
Nell’aprile del 1459, quando giunsero a Firenze papa Pio II e altri importanti principi e dignitari italiani, furono allestiti importanti festeggiamenti, ricordati in vari scritti del tempo fra cui le terze rime di un anonimo poeta del tempo, che fa più volte riferimento a Palazzo Medici.
Bartolomeo Sassetti fu il responsabile amministrativo della costruzione di San Lorenzo e probabilmente di Palazzo Medici. Nella lettera informa Giovanni de’ Medici, figlio minore di Cosimo il Vecchio, allora a Roma, dell’inizio della costruzione del nuovo palazzo di famiglia. Come la precedente firmata da Alessio Galluzzi, la missiva è un importante documento che data l’inizio dei lavori per la edificazione del palazzo di Michelozzo.
Philippe de Commynes (Hazenbrock, 1447 circa – Argenton, 1511) fu uno storico e diplomatico francese, alla corte di Borgogna fino al 1472, quando passò al servizio di Luigi XI, re di Francia. Nelle sue Memorie racconta la storia degli ultimi decenni del Quattrocento. Vi narra, fra l’altro, i tragici eventi del novembre del 1494, quando Piero de’ Medici detto il Fatuo, che aveva ceduto alle richieste di Carlo VIII re di Francia, venne cacciato in occasione della rivolta popolare capeggiata da fra’ Girolamo Savonarola. I francesi vennero quindi ospitati in Palazzo Medici nel frattempo requisito dalla neonata Repubblica: nel salone al primo piano su via Larga si svolsero con successo le trattative per la pace e la salvezza di Firenze.
Nel monumento funebre a Filippo Lippi conservato a Spoleto è presente al centro un epitaffio dedicato al ricordo del defunto e scritto da Agnolo Poliziano su richiesta di Lorenzo il Magnifico.
Descrizione dello stendardo di Lorenzo tratta da: Luigi Pulci, La giostra di Lorenzo de’ Medici
Descrizione dello stendardo di Lorenzo tratta da: Anonimo, Ricordo d’una giostra fatta a Firenze a dì 7 febbraio 1468 [1469] sulla piazza di Santa Croce
Terze rime in lode di Cosimo de’ Medici e de’ figli e dell’honoranza fatta l’anno 1458 [sic] al figlio del duca di Milano et al papa nella loro venuta a Firenze