Epoca Medici 1444-1659
Le Bellezze della Città di Fiorenza è la prima guida locale a stampa di taglio storico-artistico, dopo l’esile e dilettantesco Memoriale scritto da Francesco Albertini nel 1510. Il testo del Bocchi fu poi ampliato da Giovanni Cinelli nel 1677.
L’anonimo viaggiatore francese, come Montaigne, è interessato a visitare Palazzo Medici, perché lì è nata la regina madre di Francia, Caterina de’ Medici.
Pittore, architetto e letterato, Giorgio Vasari (Arezzo 1511 – Firenze 1574) è il principale artista della corte del duca Cosimo I de’ Medici, suo stretto collaboratore e coordinatore degli artefici che operano nelle residenze medicee. Nel 1568 diede alle stampe la seconda edizione delle Vite, dopo quella del 1550. Si tratta di un’opera di capitale importanza nella storiografia artistica, fonte inesauribile di notizie, con un taglio storico di ampio respiro, in cui emerge per ciascuna biografia la spiccata individualità di ciascun personaggio.
Palazzo Medici è il primo edificio privato che cita nella sua descrizione di Firenze. Attribuisce alla residenza medicea un giudizio che orma suona come convenzionale e richiama quelli precedenti di papa Pio II e Machiavelli.
William Thomas approdò a Venezia in fuga dalla giustizia del proprio paese. Rimase in Italia tre anni. Il suo commento su Palazzo Medici ha toni convenzionali come in altri autori del XVI secolo.
Segretario della seconda cancelleria della repubblica fiorentina, Nicolò Machiavelli (Firenze 3.5.1469 – 22.6.1527) fu costretto a lasciare la vita politica una volta rientrati i Medici nel 1512. Si dedicò quindi alla stesura delle sue opere maggiori. Nel 1520 papa Clemente VII Medici, che gli affidò ancora alcune missioni diplomatiche, gli chiese di scrivere le Istorie fiorentine. La seconda citazione di Palazzo Medici fa intuire che esso veniva utilizzato dai proprietari e signori di Firenze anche come sede semi-ufficiale al posto di Palazzo della Signoria, forse velatamente in contrapposizione con esso.
Giorgio Vasari descrive l’apparato allestito da Bastiano da Sangallo detto Aristotele nel secondo cortile di Palazzo Medici con Storie dei Medici dipinte da vari artisti.
Dedicato a don Giovani de’ Medici, iIl Riposo del Borghini consta di quattro libri, due teoretici e due storici. Questi ultimi riprendono molto Vasari, privilegiando il catalogo delle opere a discapito dell’aneddoto biografico.
L’anonimo autore ha ripreso certamente il testo del Billi (cfr. Il libro di Antonio Billi, [1481-1530], ed. a cura di Fabio Benedettucci, Anzio, De Rubeis, 1991) ampliando i contenuti e continuando il racconto nel tempo. Il testo però rimane a uno stato di abbozzo.
Giorgio Vasari descrive gli apparati viari per l’ingresso trionfale di papa Leone X de’ Medici a Firenze (30 novembre 1515)