Anonimo
1459
Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Magl. XXV 24
Ricordi di Firenze dell’Anno 1459
[A. 1459 Aprile] Ricordo come questo Anno d’Aprile
Ci Furono Molti Forestieri e Chi Furono
(…)
Pel sopradetto [Galeazzo Maria Sforza] degno il corona [verso 157]
Fe’ apparecchiare Cosmo il suo palagio
Molto piu addorno che non si ragiona.
Io fui per tutto, rimirando adagio;
Sì mi smarriva in tanto adornamento
Considerando, e non patia disagio.
E volgendomi intorno, era contento;
Nulla di muro si potea vedere,
Coperto tutto di gran valimento.
Solo di panni v’era un grand’avere,
E rilevati eran d’ogni figura,
Cose finte sì che parean vere,
Con atti propri sì, che la natura
Alcuno iscorno qui riceverebbe,
Che non vantaggerebbe la pittura.
Chi fosse in quello luogo guarderebbe
Tutto ismarrito, rimirando muto,
Riguardando intorno si volgerebbe.
Per tutta la citta non are’ creduto
Tanto tesoro in arte lavorato
Fosse tanto qui ho veduto.
(…)
D’ogni accoglienza fatto il convenente,[verso 422]
E con licenza ringraziando loro
La Signoria e tutta l’altra gente
Per partirsi da lor non fe’ di nuovo,
Per trovar dove dovea alloggiare
E alla casa di Cosmo andati foro.
Or quivi certo non potre’ contare
Con quanto onore fu, con allegrezza,
Ricevuto con fatti e con parlare,
Entrato nel palazzo di tal bellezza
Le camere e le sale adorne tanto,
Tutte adornate di piacevolezza.
Circando quel palagio in ogni canto,
Di piu fini panni, di dilicatezza,
Riccamente non potrei dir quanto
(…)
Alla casa di Cosmo ognun si posa [verso 1158]
Per tutta quella via si facea festa,
De’ quali io vi diro mirabil cosa.
Chè d’abbondare gente qui non resta,
E molti fuochi avea per quella via
E gente con doppier vi venne presta.