Facciata (ed esterno)
Periodo:
1444 ca. - 1460 ca.
Committente / Collezionista:
Luogo:
Firenze, via Cavour (già via Larga) n. 1 e 3
Lunghezza m. 74,05, di cui m. 40,81 per la parte medicea; altezza fino all’imposta del cornicione m. 21,63.
Palazzo Medici Riccardi ha la sua facciata monumentale su via Cavour, un tempo denominata via Larga. Sulla strada si aprono due grandi portali: l’uno al n. 1, il principale e il più antico da cui è visibile il cortile interno, e l’altro al n. 3, attualmente ingresso del museo. Al n. 5 si apre un androne profondo destinato ad autorimessa, sormontato da un terrazzino. Il prospetto in pietra su via Cavour accompagna il perimetro dell’edificio verso sud e prosegue lateralmente su via de’ Gori, dove incontra il muro di cinta del giardino retrostante. Tale muro continua su via Ginori, da cui si apprezza la visuale del giardino attraverso il portone secentesco aperto (n. 2). Sulla medesima strada e adiacente allo spazio verde, si trova il prospetto occidentale, settecentesco, del palazzo con balcone. Al n. 10 si trova l’ingresso delle Biblioteche Riccardiana e Moreniana. La facciata, allineata alla strada e ben inserita nel tessuto urbano, presenta una spiccata impostazione volumetrica, essendo stata concepita per essere colta in un’imponente veduta di spigolo all’angolo con via de’ Gori, verso piazza Duomo. Costruita in pietra forte, la struttura presenta un rivestimento lavorato in maniera graduale dal basso verso l’alto: dal rustico bugnato sporgente al pianterreno, alle lastre di pietra lisce e compatte all’ultimo. Due ordini di bifore, inserite in archi a tutto sesto, scandiscono i piani superiori, profilati in senso orizzontale da cornici marcapiano. Corona l’intera struttura il monumentale cornicione del tetto in forte aggetto. Sulla sinistra, dall’angolo con via de’ Gori, dieci finestre su ciascun piano dell’edificio presentano, nella cornice in alto, medaglioni con simboli medicei quali le sette palle e l’anello con le tre piume; a queste seguono due file di altre sette bifore che invece recano il simbolo della chiave appartenente allo stemma Riccardi, proprietari del palazzo dal 1659 e committenti del suo ampliamento verso nord. Al pianterreno si aprono due portali, alternati a quattro monumentali finestre dette “inginocchiate”, appoggiate su mensole, derivate da un modello di Michelangelo. La facciata si conclude all’estremità settentrionale con l’apertura di un vano destinato ad autorimessa, sormontato da un terrazzino. Una panca in pietra, usata per sedersi sulla strada (“panca di via”), costeggia in basso l’esterno del palazzo. La panca accompagna anche il prolungamento seicentesco e si interrompe verso nord all’altezza della rimessa. Alle estremità della facciata su via Cavour si trovano due stemmi. A sinistra, all’angolo con via de’ Gori, si trova lo stemma dei Medici, committenti e primi proprietari dell’edificio. A destra, invece, c’è lo stemma dei Riccardi. Un altro stemma Riccardi si trova sul prospetto occidentale lungo via Ginori.
La facciata, con il resto del palazzo, fu progettata da Michelozzo alla metà del Quattrocento. I lavori per l’edificio iniziarono nel 1444-1446 probabilmente diretti dallo stesso Michelozzo con la partecipazione di vari artisti e maestranze, fra cui Pagno di Lapo, probabilmente responsabile dell’apparato decorativo. Fintanto che il palazzo è stato di proprietà dei Medici, il prospetto su via Larga era articolato su dieci campate e quello laterale su via de’ Gori su nove, mentre il retro su via Ginori era delimitato solo dal muro di cinta del giardino. L’edificio quattrocentesco dunque si imponeva come una sorta di dado nel tessuto viario, apprezzabile in particolare nella veduta d’angolo all’incrocio di via Larga con via de’ Gori. La loggia pubblica quattrocentesca situata all’angolo fra via de’ Gori e via Larga venne chiusa nel 1517. Entro le cornici degli archi furono inserite le finestre “inginocchiate” realizzate su disegno di Michelangelo. Tali finestre servirono da modello alle altre al piano terra del palazzo. Nel 1659 i Riccardi acquistarono il palazzo dal granduca Ferdinando II e, fino ai primi del secolo successivo, promossero importanti lavori di ristrutturazione e ampliamento. Fra il 1670 e il 1685 Pier Maria Baldi avviò l’espansione della facciata principale su via Larga, che rivestì il prospetto degli edifici annessi, alcuni nel XV secolo da Piero il Gottoso de’ Medici e altri di recente dagli stessi Riccardi. Per formulare l’ambizioso progetto fu forse interpellato, almeno per un parere, anche un celebre artista come Gian Lorenzo Bernini, uno dei maggiori architetti e scultori della corte pontificia, a Firenze nel 1665 ospite proprio dei Riccardi. L’allungamento della facciata voluto dai Riccardi corrisponde a sette finestre in ciascuno dei piani superiori. Nonostante l’aggiunta voluta dai Riccardi, la facciata ha comunque mantenuto un aspetto continuo e unitario nei materiali e nello stile. Fra il 1682 e il 1689 venne realizzata anche l’espansione del prospetto su via Ginori, a seguito dell’ampliamento dell’edificio anche su questo lato. Anche di questa fase dei lavori, l’architetto Pier Maria Baldi fu il responsabile e lo scalpellino Angelo Tortoli ebbe mansioni di direttore. Quest’ultimo è l’autore dello stemma Riccardi su via Ginori. Contemporaneamente fu concluso l’androne sormontato dal terrazzino su via Larga, che segna l’estremità settentrionale di Palazzo Medici Riccardi dato che si allunga con le sue alte volte da via Cavour a via Ginori.
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