Sette santi
Periodo:
Fine anni Quaranta - fine anni Cinquanta del XV secolo
Luogo:
Londra, National Gallery
Inventario:
NG667
Link:
Tavola, cm. 68 x 151,5.
I sette santi stanno seduti su un grande sedile in pietra con inserti di lastre marmoree al centro di un giardino fiorito. Da sinistra a destra, i santi sono: a sinistra Francesco e Lorenzo, al centro Cosma, Giovanni Battista, Damiano, a destra Antonio Abate e Pietro Martire. Spicca al centro San Giovanni Battista benedicente affiancato dai santi Cosma e Damiano, con le vesti rosse, entrambi oranti, l’uno rivolto al cielo e l’altro alla terra. Sul fondo si intravede il paesaggio che degrada fra rocce scheggiate su cui cresco radi alberi dalle fronde scure, fino all’orizzonte dove sulla destra si intravede un borgo abitato.
Firenze, “casa vecchia” dei Medici (?); Palazzo Medici (almeno nel 1848); fratelli Metzger (1848); Sir Charles Eastlake (1855); Londra, National Gallery (1861; dono di Ch. Eastlake). La lunetta con i Sette santi è il pendant della Annunciazione nel medesimo museo londinese, entrambe opere di Filippo Lippi. Per le vicende documentate e le proposte relative alla datazione, alla committenza e all’originaria ubicazione delle due opere, si veda anche la scheda della Annunciazione. Secondo le ipotesi più accreditate, i sette santi richiamerebbero i nomi di personaggi appartenenti alla famiglia Medici. Gli stessi personaggi compaiono nella pala d’altare eseguita da Alesso Baldovinetti per la villa medicea di Cafaggiolo, dove è raffigurato in aggiunta San Giuliano; quindi come nella pala d’altare di Cafaggiolo, anche nella lunetta i santi raffigurerebbero gli avi di Lorenzo il Magnifico, nato nel 1449: Giovanni di Bicci; i suoi quattro figli Damiano, Cosimo il Vecchio, Antonio e Lorenzo il Vecchio; Piero di Cosimo detto il Gottoso e suo suocero Francesco Tornabuoni. La lunetta però sarebbe stata realizzata prima che venisse alla luce il fratello minore del Magnifico, Giuliano nel 1453. Secondo tale ricostruzione (Davies 1950), le lunette sarebbero quindi state destinate alla “casa vecchia” di famiglia. Altri critici invece sono inclini a ritenere che le lunette siano state eseguite espressamente per Palazzo Medici, negli anni in cui lo stesso Lippi era impegnato a realizzare anche la pala per l’altare della cappella (Kent 2000, ed. 2005). Il particolare taglio delle tavole, forse destinate a coronare due porte o le teste di un letto, le rendeva difficilmente adattabili a diverse collocazioni. Infine Ruda (1993) ha proposto di identificare il committente della coppia di dipinti in Pierfrancesco de’ Medici, figlio di Lorenzo di Giovanni, che nel 1456 lasciò la residenza di campagna per trasferirsi in città nella “casa vecchia” entrandone in pieno possesso dal momento che lo zio Cosimo era in procinto di concludere l’edificazione del palazzo nuovo in via Larga. I santi alle estremità sinistra e destra richiamerebbero il doppio nome di Pierfrancesco. Gli altri santi alluderebbero a suo padre Lorenzo il Vecchio, agli zii Damiano, Cosimo il Vecchio, Antonio e al nonno Giovanni di Bicci. Del resto, lo stile delle lunette richiama le opere del Lippi databili sul finire del sesto decennio, come la Adorazione di Palazzo Medici.