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La collezione di codici

Periodo:

1450-1492 circa


Committente / Collezionista:
Luogo:

Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana


Da Cosimo il Vecchio fino a Cosimo I, i Medici ebbero un particolare interesse per la collezione libraria. Cosimo il Vecchio edificò e dotò quattro biblioteche. Convinto dell’importanza della cultura e collezionismo di codici, Cosimo inaugurò una intensa politica di acquisto di manoscritti pregiati e rari poi seguita dai suoi discendenti. Con Piero e Giovanni la biblioteca medicea iniziò ad arricchirsi di pregevoli codici miniati sontuosamente. In particolare il Filarete ricorda lo splendore delle legature e delle illustrazioni dei volumi che erano collocati nello studiolo. La biblioteca di Piero il Gottoso è documentata da due inventari, uno del 1456 e l’altro del 1465, che registrano 150 libri. Morto Piero nel 1469, Lorenzo ereditò tale raccolta di poco accresciuta. Fu il Magnifico ad ampliarla con l’acquisizione di centinaia di volumi, raggiungendo proporzioni straordinarie. In particolare dalla seconda metà degli anni Ottanta, Lorenzo volle costituire una biblioteca organizzata in maniera sistematica, puntando su determinati acquisti che andassero a colmare certe lacune. Entrarono nella raccolta prestigiosi nuclei collezionistici, come i codici greci tramite di Giovanni Lascaris, molti codici eseguiti per Mattia Corvino re di Ungheria (1489-1490), le biblioteche di Francesco Filelfo e Francesco Sassetti. Gli autori (Poliziano, Ficino, Pico e molti altri) solevano presentargli in dono esemplari con dedica, miniati per l’occasione. In questi anni entrano nella raccolta anche opere di autori ecclesiastici, prima mancanti. Certamente Agnolo Poliziano ebbe un ruolo importante nel progetto della biblioteca laurenziana e del suo ordinamento. Inoltre Lorenzo affidò al figlio Piero il compito di realizzarla. La collezione fu poi ulteriormente accresciuta da papa Leone X. La collezione libraria che i Medici riunirono in quasi un secolo, da Cosimo il Vecchio fino a Leone X, è conservata oggi pressoché intatta nella Biblioteca Laurenziana nel complesso di San Lorenzo, realizzata su progetto di Michelangelo e aperta nel 1571 per volere di Cosimo I. A tale data la biblioteca vantava quasi tremila codici, di cui ne sono andati perduti solo una minima parte (non più di dodici). I volumi della raccolta medicea di fine Quattrocento sono contrassegnati dalla sigla “Plut.” seguita da un numero, che indica la collocazione nei banchi a leggio e la custodia (pluteo), a cui erano legati con una catena. Recenti studi hanno permesso di identificare tre gruppi collezionistici, riferibili rispettivamente a Lorenzo il Magnifico, a Piero il Fatuo e a Giovanni poi papa Leone X, attraverso l’identificazione di emblemiaraldici e imprese inserite nella decorazione miniata. Gli emblemi che rimandano a Lorenzo sono: il broncone talvolta fiorito di rose o con fiamma, il motto Le tems revient, il fuoco con o senza le farfalle, le fiale con o senza api, l’alloro, la pianticella verde, il pappagallo con il motto Non le set qui non l’essaye. Si tratta di sessantaquattro codici. I diciassette volumi miniati riferibili a Piero il Fatuo recano i seguenti emblemi: il sole con la pioggia, la P con il nodo, le due ruote, il liuto con la corda spezzata marchiato da un R, la R, il broncone con le fiamme insieme al motto Par le fue reverdira. Ventuno sono i codici la cui commissione è ascrivibile a Leone X, grazie alle seguenti ‘imprese’:il giogo con il motto Suave e la lettera N. Inoltre i volumi recano lo stemma mediceo con la tiara e le chiavi essendo stati evidentemente realizzati dopo la nomina pontificia (marzo del 1513). Attavante e Boccardino sono i miniatori della maggior parte dei volumi, a parte poche eccezioni.

  • F. Ames-Lewis, The Library and Manuscripts of Piero di Cosimo de’ Medici, New York, Garland Pub., 1984.
  • All’ombra del lauro. Documenti librari della cultura in età laurenziana, catalogo della mostra (Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana) a cura di A. Lenzuni, Cinisello Balsamo (Mi), Silvana Ed., 1992.
  • A De Mare, New research on humanistic scribes in Florence, in A. Garzelli, “Miniatura fiorentina del Rinascimento, 1440 – 1525. Un primo censimento”, Scandicci (FI), Giunta Regionale Toscana, 1985, pp. 393 e segg.
  • A. Dillon Bussi, Aspetti della miniatura ai tempi di Lorenzo il Magnifico, in “All’ombra del lauro. Documenti librari della cultura in età laurenziana”, catalogo della mostra (Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana) a cura di A. Lenzuni, Cinisello Balsamo (Mi), Silvana Ed., 1992, pp. 149-160.
  • A. Dillon Bussi, A.R. Fantoni, La biblioteca Medicea Laurenziana negli ultimi anni del Quattrocento, in “All’ombra del lauro. Documenti librari della cultura in età laurenziana”, catalogo della mostra (Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana) a cura di A. Lenzuni, Cinisello Balsamo (Mi), Silvana Ed., 1992, pp. 135-147.